Il rublo collassa al minimo storico schiacciato dal petrolio

(Teleborsa) – Il rublo scivola per il secondo giorno di fila, appesantito dalla brusca discesa dei prezzi del petrolio, scivolati sotto la soglia dei 28 dollari al barile. 

La moneta russa sta mettendo a segno la peggior performance, infrangendo una serie di record negativi, dopo il precedente del dicembre 2014. Il cambio con il biglietto verde segna una flessione del 4,9% a 85,390 dollari, risentendo delle prospettive negative per l’economia della Russia strettamente legata ai corsi del petrolio.

I Titoli di Stato a cinque anni sono scesi facendo balzare i rendimenti di 13 punti base all’11,05%, il livello più alto dal mese di ottobre.  

Finora la banca centrale russa non è intervenuta per arginare la crisi sul mercato valutario, e il governatore Elvira Nabiullina, malgrado la giornata nera per la valuta russa ha confermato che l’istituto interverrà “solo se intravvederemo rischi per la stabilità finanziaria”. E, ora, ha aggiunto “questi rischi non ci sono”.

Nell’ultimo report, l’International Energy Agency ha stimato un ulteriore indebolimento del petrolio nel corso dell’anno in scia ai timori per un eccesso di fornitura anche alla luce della fine delle sanzioni all’Iran. Teheran dovrebbe immettere sul mercato 300 mila barili di greggio al giorno, entro la fine del primo trimestre, cosa che neutralizzerà il taglio di 600 mila MBG che i produttori esterni all’Opec dovrebbero operare nel medesimo periodo.

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