Il rilancio di Alitalia non dipende da Lufthansa

(Teleborsa) – Da domani, 18 dicembre, il commissario unico Giuseppe Leogrande si insedierà ufficialmente negli uffici di Alitalia. Ad annunciarlo è stato lui stesso al termine dell’incontro al Mise con il ministro Stefano Patuanelli e i rappresentanti sindacali. E Patuanelli è piombato al centro della piazza mediatica per smentire che l’azione di salvataggio e rilancio di Alitalia sia condizionata da indirizzi imposti da Lufthansa.

Insomma, quanto si è detto e scritto risponderebbe solo al punto di vista del vettore tedesco, finora dichiaratosi disponibile solo a una partnership commerciale a patto del definitivo arresto dell’emorragia di risorse economiche di cui Alitalia è affetta.

L’intenzione espressa da Patuanelli, che rientra nel mandato conferito a Leogrande, è conservare l’integrità della compagnia aerea e rilanciarla in termini di efficienza. Al commissario toccherà il compito di analizzare meticolosamente i costi operativi e limare le spese, agendo sulla leva dell’efficienza e ridisegnando le strategie di gestione.

Leogrande ha fatto intendere che, in ragione del mandato semestrale, nulla sarà modificato nella composizione della flotta, anche perché l’orizzonte temporale non consentirebbe di accedere a formule di leasing operativo per nuovi e diversi aeromobili.

L’idea che si prospetta, dunque, è quella di un risanamento gestionale, valorizzando al massimo il nuovo prestito ponte da 400 milioni del governo, per arrivare a maggio 2020 con una Alitalia in grado di generare utili, nel cui capitale potrebbe inserirsi a quel punto il Mef. Obiettivo da raggiungere ma che richiede il superamento di numerose criticità

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Il rilancio di Alitalia non dipende da Lufthansa