Il punto sulle commodities 16 gennaio 2017

(Teleborsa) – Il petrolio chiude l’ottava in pesante ribasso, registrando un calo del 3% a 52,37 dollari al barile, dopo aver recuperato da un minimo di 50,71 dollari. Si è trattato però della prima settimana negativa dopo un rally durato quattro settimane. A deprimere il barile hanno contribuito alcuni dati macro deludenti cinesi ed i dubbi circa l’implementazione del taglio deciso dall’OPEC a novembre, oltre ai brutti dati sulle scorte USA.

Ottava positiva invece per il gas naturale, che si è mosso ancora in controtendenza, guadagnando oltre il 4% a 3,419 dollari per milione di BTU. Nelle prime due settimane dell’anno, il gas ha ceduto circa l’8% a causa della risalita delle temperature. Il forte calo degli stoccaggi (148 BCF) è risultato superiore alle attese ed ha favorito una risalita delle quotazioni.

Settimana moderatamente positiva per il grano, che ha chiuso in vantaggio dello 0,65% a 426 cent per bushel. Dopo aver raggiunto i massimi degli ultimi due mesi, il prodotto agricolo ha risentito di realizzi e del miglioramento delle condizioni del raccolto in USA e nella regione del Mar Nero.

Prezzi in salita per l’oro, che chiude la settimana in rialzo dell’1,94% a 1.196,2 dollari l’oncia, ai massimi da sette settimane. Il metallo prezioso non è riuscito a sfondare la soglia dei 1.200 dollari, risentendo delle scarse notizie e delle incertezze sulla futura politica economica del Presidente eletto Donald Trump, ma beneficiando allo stesso tempo della conseguente debolezza del biglietto verde.

Ottava in rally per il rame, che è balzato del 5,61% a 2,68 dollari la libbra, grazie alla debolezza del biglietto verde e ad acquisti speculativi da parte degli operatori specialisti, che scommettono in un recupero della domanda di matrice cinese.

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Il punto sulle commodities 16 gennaio 2017