Il punto sulle commodities 14 novembre 2017

(Teleborsa) – Altra settimana buona per il petrolio, che ha chiuso venerdì a 56,74 dollari al barile, con un incremento di quasi il 2%. Il mercato continua a scommettere sul prolungamento dei tagli imposti dall’OPEC, nonostante il rapporto annuale dell’organizzazione abbia migliorato le previsioni sulla domanda al 2020. A frenare il greggio ha però contribuito l’aumento dei pozzi rilevato dal Baker Hughes.

Il gas naturale ha chiuso ancora in rally, mettendo a segno un rialzo del 7,67% a 3,213 dollari. Sul prodotto energetico continuano a giocare un ruolo cruciale le previsioni meteo, che indicano temperature in calo. Pesano invece i dati settimanali sugli stoccaggi ed il rapporto dell’EIA che ha rivisto al rialzo le stime di produzione di gas.

Settimana in recupero per il grano, che chiude in vantaggio dell’1,3% a 431,50 cent per bushel, grazie alle ricoperture scattate dopo aver toccato i minimi di sei mesi. Le quotazioni si sono mosse fra alti e bassi dopo che il report dell’USDA ha confermato un raccolto record quest’anno.

L’oro chiude una settimana positiva ma quasi incolore, con un incremento dello 0,4% a 1.274,2 dollari l’oncia. Il metallo prezioso è stato favorito dalla decisione della Fed di rinviare a fine anno il prossimo aumento dei tassi e dalla scelta di Jerome Powell, un’altra “colomba”, a capo della banca centrale statunitense in linea con la direzione data da Bernanke e dalla Yellen.

Il rame ha chiuso in calo dell’1,3% a 3,08 dollari la libbra ai minimi dell’ultimo mese ma mantenendo una performance annua invidiabile. Il metallo rosso si è preso così una pausa in attesa di nuovi dati che confermano la ripresa dell’economia soprattutto quella cinese.

Il punto sulle commodities 14 novembre 2017
Il punto sulle commodities 14 novembre 2017