Il petrolio torna a salire dopo il crollo di venerdì

Segnali di ripresa per le quotazioni del greggio dopo il crollo di venerdì in cui l’oro nero è arrivato a cedere quasi il 5%, mettendo a segno la maggior caduta giornaliera in quasi tre settimane.
 
La reazione negativa al nulla di fatto della Fed in materia di tassi di interesse, che ha aumentato i timori per un rallentamento dell’economia statunitense (e, di conseguenza, della domanda di petrolio) ha lasciato il posto alle ricoperture grazie all’ultimo report di Baker Hughes.

Venerdì sera il colosso delle perforazioni ha fatto sapere che nell’ultima settimana il numero di pozzi attivi negli Stati Uniti è sceso di 8 unità a 644 unità, riportando il terzo declino settimanale consecutivo. 

Altro driver al rialzo è un report di Goldman Sachs in cui la banca d’affari prevede, in base alle statistiche sui pozzi attivi, che la produzione USA scenderà di oltre 250.000 barili giornalieri tra il terzo e il quarto trimestre di quest’anno.

In questo momento i futures sul WTI in scadenza a ottobre avanzano di 0,76 dollari al barile a 45,44 dollari al barile mentre quelli sul Brent in scadenza a novembre guadagnano 0,87 dollari al barile a 48,84 dollari.

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