Il petrolio estende le perdite: preoccupa nuova ondata di casi Covid in Cina

(Teleborsa) – Il petrolio ha esteso le perdite nella giornata di lunedì, dopo aver registrato la settimana peggiore da ottobre 2020. I prezzi del Brent e del WTI sono in ribasso di oltre il 3%, soprattutto a causa della recrudescenza di casi di Covid-19 in Cina e per i possibili effetti sulla domanda di greggio a breve termine. L’aumento dei casi in Cina ha anche portato Goldman Sachs a tagliare le sue previsioni di crescita economica per il Paese: sono state riviste al ribasso le proiezioni per il PIL nel terzo trimestre e per l’intero anno (all’8,3% dall’8,6%).

Alle 11.00, i future sul greggio Brent di ottobre hanno raggiunto i 68,08 dollari al barile, in ribasso di 2,63 dollari o del 3,72%. I future sul greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) di settembre scambiano in diminuzione di 2,70 dollari, o del 3,95%, a 65,58 dollari al barile.

“Le preoccupazioni per la potenziale erosione della domanda globale di petrolio sono riemerse con l’accelerazione del tasso di infezione della variante Delta”, ha scritto in una nota l’analista di RBC Gordon Ramsay. “Entrambi i contratti (Brent e WTI, ndr) sembrano vulnerabili a ulteriori cattive notizie sul fronte del virus, specialmente sulla Cina continentale”, è stato invece il commento dell’analista di mercato di OANDA Jeffrey Halley.

C’è però chi pensa che le perdite del greggio non saranno estese. “Il petrolio sembra essere coinvolto in movimenti di mercato più ampi nell’intero campo delle materie prime – ha affermato Daniel Hynes, stratega senior delle materie prime presso ANZ – Gli indicatori suggeriscono che la domanda è ancora solida nei principali mercati come Stati Uniti ed Europa, e non riesco a vedere questa svendita continuare ancora per molto, se ciò rimane così”.

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