Il giorno della Bce: attesa la chiusura del quantitative easing

(Teleborsa) – Attesa per oggi la decisione del Consiglio direttivo della Banca centrale europea sulla chiusura del quantitative easing. Una decisione ampiamente anticipata che mira interrompere, per la fine di dicembre, il programma di acquisti netti titoli pubblici. Secondo quanto annunciato, dal primo gennaio la Bce smetterà, dunque, di comprare bond ex novo come fa dal marzo 2015.

Una scelta che nell’attuale contesto che vede l’economia in rallentamento e un clima di volatilità e diffidenza sui mercati, potrebbe sembrare azzardata. Ma il presidente Mario Draghi ha giustificato la decisione spiegando che i dati giunti finora, pur segnalando una moderazione della crescita economica, non hanno fornito elementi che facciano mettere in discussione la dinamica di normalizzazione dell’inflazione.

Una volta formalizzato, lo stop non comporterà, tuttavia, la fine della politica monetaria ultra-espansiva dell’Eurozona e, con tutta probabilità, oltre a un mantenimento dei tassi di interesse a zero almeno fino all’estate del 2019, la Bce la manterrà i 2.600 miliardi di bond comprati finora, fra cui 360 miliardi di titoli italiani, nel suo bilancio fino a quando lo riterrà opportuno.

I dossier oggi sul tavolo sono diversi. Al vaglio c’è la possibilità di lanciare un nuovo Tltro, un’asta di liquidità che incentivi la concessione del credito, e uno spostamento in avanti dell’inizio della stretta, decisione che avrebbe ricadute importanti sul piano della politica monetaria.

Per gli investitori alla base della chiusura del Qe vi è il fatto che la Bce stia esaurendo le obbligazioni da acquistare, a causa dei limiti sulla quantità di debito di un singolo paese, in particolare la Germania, può detenere.

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