Il futuro degli scambi internazionali passa per una moderna via della seta. L’Ad di RFI a Teleborsa

(Teleborsa) – Ma quanto vale, dunque, la nuova Via della Seta che unisce Roma e l’Europa con Pechino? Se ne è parlato al Senato nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, presente il Presidente Pietro Grasso, durante il Convegno, non a caso dal titolo “L’Italia e le vie della seta” organizzato dalla rivista Limes e dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane per analizzare il ruolo e le opportunità economiche per l’Italia lungo le nuove vie della seta terrestri e marittime, approfondendo i rapporti economici Italia-Cina, anche alla luce del progetto infrastrutturale e commerciale Belt and Road Initiative approvato nel 2013 dal Presidente cinese Xi Jinping. 

Un progetto varato appunto nel 2013, sia ferroviario che marittimo, che intende connettere la Cina e le regioni dell’Asia centrale con Venezia, di nuovo porta d’oriente, e che costituirà un vero e proprio ponte tra la Cina e l’Europa, rivoluzionando di fatto il mercato mondiale.

Ma a quanto ammonterà, dunque, l’investimento italiano? “Lo Stato metterà in campo 72 miliardi di Euro per i  CORI Corridors TEN-T  merci di cui 21 già finanziati – ha detto a Teleborsa Maurizio Gentile, Amministratore delegato e Dg di Rete Ferroviaria italiana – e perciò si tratta di un impegno importante. Le vie della seta in realtà sono due, una a nord e l’altra al sud. Ma in realtà al momento sta lavorando solo quella che percorre l’itinerario che tocca Mosca arrivando a Berlino. Per l’altra, attraverso le regioni dell’Oceano indiano, l’Iraq e altre zone che stanno vivendo situazioni complesse fino a Istanbul e i Paesi dell’Europa dell’Est ci sarà invece da attendere”. 

“In questo contesto le due grandi direttrici – ha proseguito l’Ad di RFI – dovranno intersecarsi nei quattro corridoi ferroviari europei che si sviluppano verticalmente, da una parte verso l’Europa del Nord, col cosiddetto corridoio baltico, e verso ovest e in direzione Francia, Spagna fino ad Algesiras. Fondamentail opere infrastrutturali con alla base due nuovo trafori, quello del Frejus per quanto riguarda la tanto contestata Torino-Lione e quello del Brennero per facilitare il raggiungimento di Austria e Germania. Il sistema ferroviario italiano interconnesso con i porti, aprirà ancor di più un corridoio che proietterà i prodotti verso mercati lontani. Il Gruppo Ferrovie dello Stato è già presente per numerosi aspetti nelle situazioni di diversi Paesi”.

“E attraverso il sistema ferroviario metteremo in piano anche le montagne”, ha concluso con una battuta l’Ad Maurizio Gentile.

La strategia cinese ha accostato alla tradizionale via del mare la costruzione di un collegamento terrestre a mezzo ferrovia, allo scopo di dare impulso all’economia delle numerose zone industriali che sono sorte e continuano a nascere anche nel più remoto entroterra del Paese. Si pensi che merci provenienti dall’oriente possono arrivare a Parigi in 30 giorni, a dispetto dei circa 50 che occorrono al trasporto navale. 

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