Il dollaro debole fa salire la febbre dell’oro

(Teleborsa) – L’indebolimento del biglietto verde sta spingendo in avanti l’oro che trae beneficio dalla sua natura di bene rifugio per eccellenza. Il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.253,5 dollari l’oncia (+0,33%). 

Il momento è favorevole per il metallo prezioso che ha raggiunto i livelli massimi da metà novembre 2016. A fare da assist al movimento rialzista, sono i verbali della Federal Reserve pubblicati questa settimana da cui è emerso un atteggiamento meno aggressivo della banca centrale sui tassi USA accentuando di fatto le pressioni rialziste sul metallo giallo.

Le attese degli addetti ai lavori sono ora per un solo rialzo dei tassi, nel 2017, diversamente da quanto stimato finora, ovvero di tre ritocchi all’insù nel corso dell’anno. Di conseguenza, secondo gli esperti, la domanda d’oro probabilmente continuerà.

D’altronde le minute della Fed hanno mostrato incertezza tra i funzionari dell’istituto guidato da Janet Yellen su cosa fare in vista delle politiche fiscali del Presidente Donald Trump. Il Tycoon ha definito la valuta americana “troppo forte”, spiegando che questo non avvantaggia il Made in USA e che servirebbe una moneta più debole per stimolare le vendite all’estero.

Va detto un dollaro più debole è un fattore positivo per l’oro, che è denominato nel biglietto verde, perché lo rende meno caro per chi possiede altre divise.

Il dollaro debole fa salire la febbre dell’oro