Il debito pubblico dell’Italia sale (ancora) e preoccupa: è il secondo più rischioso in Ue

Bankitalia: "A fine 2017 era a 2.256 miliardi". In tre anni è salito di 119 miliardi

(Teleborsa) Sale (ancora) il debito pubblico italiano. E preoccupa. Al 31 dicembre del 2017 il debito delle amministrazioni pubbliche era pari a 2.256,1 miliardi di euro quando a fine 2016 ammontava a 2.219,5 miliardi di euro: un aumento, dunque, pari a 36,6 miliardi di euro.
La crescita del debito, chiarisce Banca d’Italia, ha riflesso il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (51,8 miliardi), in parte compensato dalla riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (13,8 miliardi, a 29,3).

Così il debito pubblico italiano diventa il secondo più rischioso tra quelli dei paesi dell’Eurozona dietro la Grecia, superando il Portogallo.

Nell’Eurozona il profilo di rischio più alto resta quello sul debito pubblico ellenico con il tasso sul decennale al 4,33%, al secondo posto sale il Belpaese con tassi del 2,085%, al terzo scende il Portogallo al 2,075%. Più lontana la Spagna con il Bonos decennale all’1,53%.

Alcuni economisti hanno sottolineato come potrebbe pesare l’incertezza politica, sebbene vada rilevato come tra vacanza di governo per anni in Belgio e per mesi in Germania, oltre al controverso risultato elettorale in Spagna, i mercati abbiamo spesso snobbato, nei fatti, gli incerti scenari politici prodotti dal responso delle urne.
Portogallo e Italia presentano differenziali, favorevoli a Lisbona, sia in termini di crescita economica e sia in termini di debito pubblico.

Lisbona ha archiviato il 2017 con un crescita del Pil pari al 2,7%, la migliore performance dal 2000. L’Italia è invece cresciuta dell’1,5%. Numeri che incideranno anche sul trend del rapporto debito pubblico/Pil.

Nel terzo trimestre del 2017, secondo i dati diffusi da Eurostat, il rapporto debito pubblico/Pil del Portogallo era pari a 130,8%: in calo di due punti rispetto al corrispondente trimestre del 2016. Per l’Italia il rapporto era al 134,1%: in crescita di 2,1 punti rispetto al corrispondente trimestre.

L’ITALIA E’ COME UN GATTO – Insomma, l’alto debito pubblico dell’Italia preoccupa e pesa anche l’incertezza economica. Ma, alla fine, la Ue è fiduciosa. Per dirla con le parole usate pochi giorni fa durante una conferenza stampa a Parigi dal commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici.
“L’Italia è come un gatto: cade sempre in piedi. Oggi – ha aggiunto – la situazione economica sta migliorando, ci sono capacità creative, con un tessuto di Pmi estremamente potente che esporta e che alcuni potrebbero anche invidiarle…Guardo all’Italia con tenerezza, fiducia, e gli interrogativi che abbiamo tutti: ma gira e girerà, sono fiducioso”, ha concluso.

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