Il Congresso USA abolirà il divieto di esportare petrolio. E’ la fine di un’Era

(Teleborsa) – Scelta storica del Congresso USA, che mette fine al divieto di esportare petrolio dopo ben 40 anni. Il divieto fu infatti introdotto nel lontano 1973, con il primo grande shock petrolifero, alimentato dalle previsioni catastrofiche del Club di Roma. Questo costrinse gli Stati Uniti ad attuare una politica difensiva, vietando le esportazioni di una materia prima che all’epoca sembrava destinata ad esaurirsi entro breve.

In meno di un secolo, la situazione è radicalmente cambiata, smentendo ancora le previsioni degli esperti di allora, che non avevano considerato un fattore chiave: la tecnologia. Proprio le nuove tecnologie, infatti, hanno portato gli USA all’autosufficienza energetica, prima, ed al surplus petrolifero in seguito. Dal 2008 ad oggi la produzione ha segnato un +90%, tanto che le quotazioni del greggio sono crollate. 

A Capitol Hill, dunque, si è discusso di far saltare il divieto, trovando d’accordo i Repubblicani nell’ambito del dibattito sul budget e sulla riduzione del debito. L’accordo è stato annunciato dal portavoce dei Repubblicani alla Camera Paul Ryan. Naturalmente, bisognerà capire se anche i democratici voteranno la proposta, che dovrà essere approvata da Camera e Senato e, poi firmata dal Presidente Barack Obama. 

La proposta contiene poi anche nuovi incentivi alle energie green, in particolare l’eolico ed il solare, che sono ben viste dai rappresentanti Democratici del Congresso.

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