Il caffè di Starbucks presto anche in Italia

Secondo un’anticipazione riportata dal Corriere della Sera, Starbucks, noto brand americano di caffè, starebbe progettando di aprire una suo punto distributivo anche a Milano, in cui verrà servito il Frappuccino.

L’accordo, riferisce l’articolo, potrebbe essere chiuso entro Natale, con il supporto dell’imprenditore bergamasco Antonio Percassi, che controlla tramite la sua holding Odissea, diversi marchi che spaziano dalla cosmetica allo sport, essendo presidente dell’Atalanta Calcio.

Percassi ha rifiutato di commentare “voci di mercato”, mentre Starbucks ha detto di “non poter commentare voci o speculazioni”.

Eppure tale “speculazione” è bastata ad alimentare le reazioni dei nomi noti del “food and beverage” italiano, tra i quali sorgono dubbi sulla tenuta e sul consolidamento del marchio Starbucks in Italia.

Starbucks avrebbe bisogno di elaborare una strategia a prova di bomba per conquistare il mercato italiano, dove la cultura e l’amore per il caffè sono elementi ben noti.

Luigi Ordello, presidente dell’Istituto AIC, che promuove la cultura del caffè italiano in tutto il mondo, ha detto che questa sarebbe la quinta volta che Starbucks manifesta le proprie intenzioni di aprire filiali in Italia.

“Non sarebbe una minaccia per il caffè italiano, perché Starbucks rappresenta uno standard di caffè internazionale, non italiano”, ha detto Ordello. “Come esperto di caffè, sono abbastanza sicuro che Starbucks in Italia non sarà un successo”.

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