Il BTP Italia continua a fare breccia tra i risparmiatori. Ecco i dettagli

(Teleborsa) – Ennesimo successo del BTP Italia. La nona emissione del titolo indicizzato all’inflazione italiana a 8 anni, scadenza 11 aprile 2024, ha raccolto oltre 8 miliardi di euro e presenta un tasso cedolare (reale) annuo dello 0,40%, pagato in due cedole semestrali.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato oggi alcuni dettagli relativi al collocamento. 
Nel corso della Prima Fase del periodo di collocamento, dedicata agli investitori retail, le contrattazioni, sia per numero di contratti che per controvalore, hanno registrato una domanda più sostenuta nel primo giorno rispetto al secondo e, ancor più, rispetto al terzo.

La Seconda Fase, dedicata agli investitori istituzionali, che si è svolta nell’arco di 2 ore durante il quarto giorno del collocamento, ha visto un controvalore complessivo domandato superiore all’ammontare finale offerto, pari a 3.800 milioni di euro.

Con riferimento alla Prima Fase del periodo di collocamento, dei 54.635 contratti conclusi sul MOT (il Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana) attraverso Banca IMI S.p.A. e UniCredit S.p.A. – Dealer dell’operazione – circa il 45 per cento è stato di importo inferiore ai 20.000 euro. Se si considerano i contratti fino a 50.000 euro, si arriva a circa il 75 per cento del totale relativo a questa fase.
Sebbene le modalità di emissione non consentano di avere dati puntuali sulle caratteristiche degli investitori, dalle informazioni raccolte dai Dealer e Co-Dealer, si può desumere che nel corso della Prima Fase si è registrata una quota del private banking superiore rispetto a quella di investitori individuali (63 per cento rispetto al 37 per cento).
All’interno della quota sottoscritta da investitori individuali, si stima che circa il 75 per cento abbia inoltrato l’ordine attraverso le filiali delle reti bancarie, mentre circa il 25 per cento sia avvenuto attraverso l’home banking, un dato in linea con quello medio dei precedenti collocamenti. Per quanto riguarda la ripartizione geografica degli ordini ricevuti durante la Prima Fase, si stima che circa il 93 per cento sia stato sottoscritto da investitori retail domestici, mentre il 7 per cento è stato collocato all’estero, un dato quest’ultimo in aumento rispetto alle precedenti emissioni.

Nel corso della Seconda Fase, sempre in base alle informazioni raccolte presso i Dealer e Co-Dealer, si stima che circa il 53 per cento del controvalore sia stato collocato presso banche, mentre gli asset manager hanno acquistato circa il 23 per cento. Circa il 19 per cento è stato collocato presso investitori con un orizzonte di investimento di medio-lungo periodo (il 13 per cento a assicurazioni e fondi pensione, e il 6 per cento a istituzioni governative), mentre il resto è stato assegnato a imprese non finanziarie per un totale pari a circa il 4 per cento.
Durante la Seconda Fase del periodo di collocamento, dalle stime emerge una presenza preponderante di investitori italiani, che ne hanno sottoscritto circa l’89 per cento, in linea con la precedente emissione. Sul rimanente 11 per cento si è registrata una diversificata partecipazione di investitori esteri europei, tra cui quote significative provenienti da Regno Unito/Irlanda (5 per cento), Francia (3 per cento) e Benelux (2 per cento).

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