Il blocco del canale di Suez costa 400 milioni di dollari all’ora

(Teleborsa) – Scavatori e traghettatori stanno fallendo nel tentativo di sbloccare la grande nave portacontainer che si è incagliata nel canale di Suez (in Egitto) e si dovrà probabilmente aspettare domenica o lunedì per vedere progressi, in quanto per quei giorni è previsto il picco della marea, che dovrebbe rendere le operazioni di liberazione della nave più agevoli.

Intanto si iniziano a fare i conti sulle perdite per il commercio globale, visto che per il canale passa circa il 12% degli scambi globali. In un giorno tipo, lungo i 190 km che collegano il Mar Mediterraneo con il Mar Rosso (il canale è largo 205 metri e ha una profondità massima di 24 metri) transitano oltre 50 grandi navi (tra porta container, petroliere e portarinfuse) e 1,9 milioni di barili di greggio, secondo i dati di Lloyd’s List Intelligence, un servizio specializzato di informazioni dedicato alla comunità marittima globale. Nel 2020 sono transitate per il canale di Suez un totale di 18.829 navi (tra grandi e piccole imbarcazioni).

Il blocco del canale da parte della nave Ever Given costerebbe circa 400 milioni di dollari l’ora (9,6 miliardi al giorno), sulla base dei calcoli di Lloyd’s List, i quali suggeriscono che il traffico in direzione ovest valga circa 5,1 miliardi di dollari al giorno e il traffico in direzione est sarebbe di circa 4,5 miliardi di dollari. Mercoledì, 185 navi erano in attesa di attraversare il canale, secondo i dati di navigazione compilati da Bloomberg, mentre Lloyd’s ne stima 165.

In questo totale sono comprese 41 navi portarinfuse (navi usate per trasportare carichi non-liquidi e non contenuti in container), 24 petroliere di greggio, 33 portacontainer, 16 vettori GPL o GNL, 15 navi cisterna e 8 navi che trasportano veicoli.

Gli effetti negativi non sono però solo per le navi in attesa e dovrebbero essere considerati da tutti i vettori marittimi globali. “Più a lungo il canale è chiuso, più grande sarà la fila di navi per il transito. Ciò può creare un backlog, il che significa che è necessario anticipare tempi di attesa aggiuntivi anche quando il canale riaprirà“, ha scritto su LinkedIn l’amministratore delegato di Sea Intelligence Consulting, Lars Jensen.

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