Il 2015 si rivela una buona annata per le Blue Chips italiane

(Teleborsa) – Per le 40 blue chips del FTSE-MIB, il 2015 è stato un ottimo anno con ricavi complessivi per 606,5 miliardi e utili per 10,5 miliardi.

Lo rivela Nomisma  che analizza i risultati delle maggiori compagnie quotate a Piazza Affari, spiegando che i ricavi aggregati segnano ad onor del vero un lieve calo (-1,3%) rispetto all’anno fiscale precedente, con un andamento inferiore alla crescita seppure anemica dell’economia italiana.

Tuttavia, al netto dei risultati delle tre società legate al settore petrolifero,  Eni  Saipem  e Tenaris  il cui fatturato e’ diminuito del 24,8%, la performance è molto incoraggiante. I ricavi complessivi del totale non-oil sono infatti cresciuti del 4%, attestandosi a 520,9 miliardi di euro.

Nel dettaglio sono cresciuti più del 25% i ricavi di Yoox  Net-a-Porter , Anima Holding Azimut , Banca MPS  e Moncler  (nell’ordine), più del 10% quelli di Fca  Luxottica , Banca Mediolanum  e STMicroelectronics .

Dall’altro lato, oltre alle società oil-dependent, hanno registrato una contrazione del volume d’affari UnipolSai  Unipol , Telecom , CNH Industrial , A2A , Ubi Banca , Unicredit , Enel Green Power  ed Enel  (negli ultimi tre casi le variazioni sono state inferiori al punto percentuale).

In crescita anche l’Ebitda (+9,1%), sempre una volta scontato il tracollo del settore petrolifero e affini (-36,4%) e con tassi di variazione sostenuti.

Tra le società industriali, spiccano le performance di Moncler  (+28,8%), Prysmian  (+22,4%), Campari  (+21,3%) Finmeccanica  (18,9%) e Luxottica  (+18,8%) – anche se la best-in-class e’ decisamente Yoox Net-a-Porter  con +47,5%. Fortissimo miglioramento del risultato di gestione operativa per il settore bancario (+38,6%) e finanziario in generale (+30,8%), il cui peso all’interno dell’indice principale di Piazza Affari in termini di capitalizzazione, lo ricordiamo, e’ piuttosto rilevante.

Molto positiva la dinamica degli utili netti, in aumento del 10,6% e pari complessivamente a circa 10,5 miliardi di euro – una cifra comunque contenuta se confrontata con i 53,5 miliardi di euro realizzati nello stesso periodo dalle 40 large caps della Borsa di Parigi.

In questo caso, il reddito netto del settore finanziario (banche, assicurazioni e gestori del risparmio) che a fronte di un risultato negativo per circa un miliardo di euro nel 2014 registra utili per 10,6 miliardi nel 2015, compensa più che abbondantemente le perdite complessive di Eni , Saipem  e Tenaris  (-9,6 miliardi di euro). Exor  riporta un incremento degli utili consolidati pari al 130,4%, mentre le società industriali in senso stretto registrano una crescita degli utili pari a +7,9% per un ammontare totale di 8,2 miliardi, con solo Prysmian , Italcementi  e FCA  a registrare un peggioramento della bottom line.

Da segnalare, infine, come A2A , Banco Popolare , Banca MPS , Finmeccanica  e Ubi Banca  abbiano riportato il risultato netto in territorio positivo nel corso dell’esercizio 2015.

.

Il 2015 si rivela una buona annata per le Blue Chips italiane