I prezzi dell’oro confidano nell’immobilismo della Federal Reserve

(Teleborsa) – La Fed prenderà ancora tempo per aumentare i tassi, lo suggerisce l’andamento rialzista dei prezzi delle materie delle prime, in particolare l’oro. Il metallo prezioso, bene rifugio per eccellenza, è in generale visto come un bene che scende se il costo del denaro sale. Il metallo giallo, infatti, viene acquistato come bene reale per proteggersi dalla diminuzione del potere di acquisto delle monete.

Il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.328,49 dollari l’oncia (+0,17%).

La convinzione degli operatori, che la Fed aspetterà a rialzare i tassi, si è rafforzata dopo che il rapporto sull’occupazione americana ha mostrato una creazione di posti di lavoro, inferiore a quanto previsto dal mercato. Un dato che ha allontanato le possibilità che la Fed alzi il costo del denaro, già in occasione della riunione di fine settembre. 

Ciò comunque non riduce la possibilità che, entro la fine dell’anno, la Fed potrebbe decidere di alzare i tassi di interesse, negli Stati Uniti. A fine agosto e, prima del dato sull’occupazione, il vice presidente della Federal Reserve Stanley Fischer e la Chairwoman Janet Yellen avevano rafforzato l’ipotesi di un rialzo dei tassi nei prossimi mesi, aprendo di fatto a una stretta monetaria.

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