I Millennials possono diventare investitori smart: ecco come

La generazione dei Millennials stenta a impegnare i propri risparmi a causa della crisi economica. Con alcune accortezze, però, i giovani possono diventare investitori intelligenti

I Millennials possono diventare investitori smart? Questa generazione, nata tra gli anni ’80 e il 2000, è spesso sotto la preoccupata lente d’ingrandimento dell’economia. Dopo la crisi finanziaria iniziata nel 2008, i giovani dell’età contemporanea sono molto diffidenti riguardo il fatto di impegnare i propri risparmi. L’instabilità dello scenario politico fa oscillare le borse in modo del tutto irregolare e istituzioni bancarie finora solide perdono credito in tutti i sensi, spesso costrette a ricapitalizzare a causa di investimenti sbagliati o correntisti scorretti.

Sono questi gli avvenimenti che accompagnano, da sempre, la vita dei Millennials: chi è nato negli anni ’80 e ora ha trent’anni, spesso, non ha ancora trovato un lavoro fisso, concetto che, nonostante le riforme di governo, si sta perdendo sempre di più, lasciando spazio a precarietà e stipendi bassi. Chi, invece, ha qualche anno in meno perché si è affacciato al mondo all’inizio del 2000, o poco prima, ha in mano qualche chance in più per capitalizzare i risparmi, avendo a disposizione un maggior numero di anni prima della fantomatica età pensionabile.

Secondo i mercati, però, l’eccessiva prudenza della nuova generazione non farebbe bene alla salute dell’economia: mancanza di investimenti significa stallo dei Paesi e poco nutrimento per l’innovazione e il futuro. In un certo senso, la paura di impegnare i propri soldi rende ancora più offuscato l’avvenire di ventenni e trentenni.

Come diventare investitori smart? Ecco un esempio pratico con un piccolo investimento mensile. Facendo una media dei rendimenti annuali del mercato azionario, se un giovane di 25 anni, ogni mese, investisse 100 euro fino all’età di 68 anni, potrebbe accumulare un tesoretto di circa 630mila euro. Se, invece, facessimo lo stesso calcolo per un trentacinquenne che mette da parte 200 euro mensili, il risultato sarebbe decurtato di almeno 115mila euro. Converrebbe, dunque, investire in maniera intelligente anche piccole somme, ma nel lungo termine, anziché puntare su prodotti bancari, spesso molto pericolosi, che promettono ingenti guadagni nel breve tempo. Quanto avremmo guadagnato se avessimo lasciato il nostro piccolo risparmio mensile sul conto o, ancora peggio, nascosto da qualche parte in casa? Nel caso del 25enne, 53mila euro, in quello del 35enne circa 82mila. Lo scarto è evidente. Dunque, investire da giovani si può e si deve, basta essere smart.

I Millennials possono diventare investitori smart: ecco come