I mercati schiavi di troppa liquidità

La Yellen è riuscita a convincere i falchi della Fed a non aumentare i tassi nella riunione dello scorso 17 settembre, per meglio valutare la situazione economica cinese e quella dei mercati emergenti, colpiti pesantemente dal crollo delle materie prime.

Tuttavia la Fed non può continuare a derogare l’intervento sui tassi, perché i mercati stanno mostrando estremo nervosismo per la sua mancanza di certezze e di attivismo nel normalizzare la propria politica monetaria.

Il punto a favore della Fed, ma più ancora a favore della Yellen, è che questo processo di normalizzazione non deve e non può avvenire a tappe forzate, perché in gioco ci sono le sorti dell’economia mondiale, fatta di relazioni intermarket, commerciali, finanziarie e valutarie. Di percorsi divergenti tra le varie aree del mondo e dal diverso modo di valutare lo strapotere commerciale del dollaro.

Il problema più grosso per la Yellen potrebbe essere però quello della tempestività. La banca d’affari giapponese Nomura ha dichiarato che i mercati non possono rimanere per molto tempo schiavi della liquidità, come lo fu il Giappone successivamente al 1990, quando l’indice Nikkei toccò il suo massimo storico.

“Ovviamente i fondamentali tra il Giappone del 1990 e gli Stati Uniti di oggi sono molto diversi”, ha detto Nomura. “Tuttavia il rialzo dei tassi deve essere supportato da un quadro economico ben preciso, fatto di dati oggettivi. Non si deve dar spazio alle emozioni e all’umore dei mercati, ma bisogna solo guardare ai numeri”.

I mercati schiavi di troppa liquidità