I giudici di Potenza condannano gli uomini Total di Tempa Rossa

(Teleborsa) – “Ti ho sentito, qualche minuto fa, parlare imprudentemente della magistratura di Potenza: ‘Ma com’è che questa gente non arriva mai a sentenza?’. Hai detto così… Il problema è che circa quattro ore fa…” I giudici di Potenza hanno condannato i vertici della Total (n.d.r.) “… e se ne avessi parlato avremo potuto condividere un giudizio un po’ meno severo su della gente che sta facendo il proprio dovere…”.

Queste le parole, o forse è meglio dire la bordata, del governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, convinto sostenitore del referendum del prossimo 17 Aprile per lo stop alle trivellazioni in mare, rivolte al primo ministro Matteo Renzi durante l’ultima riunione della direzione del Partito Democratico di ieri, lunedì 4 aprile.

La notizia “politica” di ieri è la condanna dei vertici Total da parte dei giudici della procura di Potenza, le pene previste vanno dai due ai sette anni di reclusione mentre i reati contestati sono stati: turbativa d’asta, concussione, abuso d’ufficio, corruzione, tentata truffa aggravata e favoreggiamento, ed altri ancora. In tutto gli imputati erano 31 e per loro il pubblico Ministero Veronica Calcagno, durante la requisitoria, aveva chiesto in totale 85 anni di carcere.

Ma chi sono i personaggi coinvolti e quali i fatti che hanno portato alla vicenda giudiziaria? Innanzi tutto, tra i personaggi di spicco, c’è sicuramente Lionel Lehva, ex numero uno di Total Italia, a cui sono stati inflitti tre anni e sei mesi e l’interdizione dai pubblici uffici, Jean Paul Juguet, dirigente ai vertici della stessa azienda, anch’esso condannato a tre anni e sei mesi di carcere e i due ex responsabili locali della compagnia, Roberto Francini e Roberto Pasi, ai quali sono stati inflitti sette anni di carcere.

Sette anni di prigione anche per l’imprenditore Francesco Rocco Ferrara e l’ex sindaco di Gorgoglione (Matera) Ignazio Tornetta, eletto in quota Udeur nel 2006. Il dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Corleto Perticara (Potenza), Michele Schiavello, e l’ingegnere Roberto Giliberti hanno avuto cinque anni ciascuno. Più lieve la condanna per l’imprenditore Nicola Rocco Donnoli al quale sono stati inflitti due anni e sei mesi. Per Pasi, Francini, Ferrara, Tornetta, Schiavello e Giliberti è stata inoltre prevista l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Per tutti gli altri imputati è stata decisa l’assoluzione.

I fatti. Secondo i Pm lucani, guidati da Henry John Woodcock, è stato dimostrato il “collegamento tra vertici Total e amministratori locali” ed il ”chiaro il collegamento tra gli allora vertici della Total, gli imprenditori” e gli amministratori locali per quanto riguarda l’assegnazione degli appalti e il sistema di “pressione” nei confronti dei proprietari dei terreni da espropriare per la realizzazione del Centro Olii del giacimento petrolifero di Tempa Rossa, gemello a quello che ha portato alle dimissioni del ministro per lo Sviluppo economico Federica Guidi.

Ultima nota. A causa dell’attuale legislazione italiana, i reati ascritti ed imputati alle persone condannate in primo grado dalla Corte di Giustizia di Potenza, presieduta del giudice Aldo Gubitosi, saranno prescritti il prossimo giugno, ma la vicenda non finisce qui perché il giudice ha disposto la restituzione ai Pm degli atti relativi alle posizioni di Total, Sogesa e Impresa Ferrara “per nuove valutazioni”.

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