I giovani inglesi avrebbero preferito restare in Europa. Chi sono e perché?

(Teleborsa) – Giovanissimi, indignati, figli della globalizzazione, multietnici, abituati a guardare all’Europa ed al mondo intero come casa propria.

E’ questo l’identikit dei giovanissimi inglesi di età compresa fra i 18 ed i 24 anni, che hanno votato “remain” al referendum sulla Brexit, restando delusi dal risultato finale.

Un sondaggio parallelo a quello principale, condotto da YouGov, ha messo in luce che il 75% dei giovani votanti di quella fascia d’età era favorevole a restare in Europa. C’è da rilevare poi che anche molti giovani under 18, che non hanno avuto la possibilità di votare, erano contro la Brexit.  

Perché c’è questo sentimento filo-eurpeista? Leggendo le lettere ricevute e pubblicate dal quotidiano inglese The Guardian, si intuiscono il motivazioni che stanno dietro questa decisione.

Molti giovani sono inglesi naturalizzati, di colore, figli di immigrati, spaventati dall’idea di fondo che ha guidato la campagna elettorale: fuori lo straniero. Altri sono figli degli anni 2000, l’era della digitalizzazione e della globalizzazione, abituati a muoversi in Europa sentendosi “europei”, non inglesi, non francesi, non italiani, non tedeschi… Poi, c’è una componente di giovanissimi spaventati dal mercato del lavoro, in crisi un po’ ovunque ed incapace di riconoscere i talenti, giovani “cervelli in fuga” e desiderosi di andare dove c’è un’opportunità migliore, di muoversi ed interagire. Infine, c’è un gruppo di giovani che ne fa una questione di principio, facendo appello alla coesione, all’accoglienza, alla condivisione di valori (ambiente, lavoro, ecc.).

Se questo è il quadro dei giovani inglesi, lo stesso potrà dirsi per i coetanei francesi, italiani, spagnoli e tedeschi? E chi sta disgregando ora un’Europa che ha faticosamente cercato e trovato un’identità ora appannaggio delle nuove generazioni?

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