I due possibili inquilini dell’Eliseo: identikit

(Teleborsa) – EMMANUEL MACRON. Trentanove anni, nato ad Amiens (regione dell’Alta Francia) il 21 dicembre del 1977, Emmanuel Macron ha studiato alla prestigiosa scuola pubblica Henri-IV di Parigi, istituto considerato tra i più duri e impegnativi di tutta la Francia. Pianista, da giovane ha coltivato anche la passione per il tango. Diplomatosi all’École Nationale d’Administration, si laurea all’Istituto di studi politici di Parigi Sciencepo, e successivamente un diploma post-laurea in filosofia facendo per un periodo l’assistente del filosofo Paul Ricoeur. Sicuramente una bella testa molto versatile. Con qualche estrosità.

Nel 2007 sposa Brigitte Trogneux, sua insegnante di francese al liceo, di ventiquattro anni più grande di lui. Di lui la Trogneuex racconta: “All’età di 17 anni, Emmanuel mi disse: Qualunque cosa tu faccia, io ti sposerò!”. Nel 2008 Macron viene assunto dalla Rothschild & Cie Banque. È qui che diventa milionario occupandosi dell’acquisizione da parte del marchio Nestlé di una filiale del colosso farmaceutico Pfizer: una transazione del valore di oltre 9 miliardi di euro. Bella testa, grande amore, grandi guadagni e grandi ambizioni. E inevitabilmente la politica.

Corteggiato sia da destra che da sinistra fin da giovanissimo per le sue riconosciute competenze in campo economico, nel 2007 viene avvicinato dall’entourage di Sarkozy. Nel 2008, però, decide di impegnarsi con i socialisti nella cui orbita gravitava già da qualche anno. Nel 2010 lavora nella squadra di Dominique Strauss-Kahn. Dal 2012 passa in pianta stabile nell’equipe del neo presidente Hollande, assumendo prima il ruolo di suo consigliere economico e, poi, entra nel secondo governo Valls nel 2014 con la carica di ministro dell’Economia, dell’Industria e del Digitale.

Nell’aprile del 2016, aria di crisi attorno al presidente Hollande, prende pubblicamente le distanze dal governo. All’aut aut del presidente, “se non si rispettano le regole, fuori”, risponde nell’aprile 2016 fondando il suo movimento En Marche, alla guida del quale il 16 novembre ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali dell’aprile 2017. All’inizio il movimento contava meno di 100.000 iscritti, ma la sua base di consenso negli ultimi mesi è cresciuta in modo esponenziale per l’esplosione del caso Fillon a destra e le deludenti primarie dei socialisti a sinistra.

MARINE LE PEN. Nata a Neuilly-sur-Seine (regione dell’Île-de-France) il 5 agosto del 1968, Marine è la terzogenita di Jean-Marie Le Pen, fondatore del partito di estrema destra Front National. Ha due figlie e un figlio, nati alla fine degli anni Novanta dal matrimonio con Franck Chauffroy, un uomo d’affari attivo per il Front National. Dopo il primo matrimonio si è sposata una seconda volta con Éric Iorio, ex segretario nazionale del Front National, lasciato in seguito per Louis Aliot, avvocato ed ex giocatore di rugby di Tolosa.

Entrata in politica superati i trent’anni dopo una carriera come avvocato, nel 2011 è succeduta al padre alla guida del Front National battendo al congresso di Tours con il 67,65% dei voti Bruno Gollnisch. Attualmente ricopre anche gli incarichi di parlamentare europeo (dal 2004) e di consigliere regionale della regione Hauts-de-France (dal 2010).

In questi anni ha traghettato il Front National dalla dimensione di movimento nazionale di estrema destra a realtà della cosiddetta “internazionale populista”, piattaforma in cui coabita con gli altri movimenti populisti europei, tra cui la Lega Nord di Matteo Salvini, l’UKIP (UK Independence Party) di Nigel Farage e il PPV (Partito per la Libertà) di Geert Wilders. Elementi cardine del suo programma politico sono l’uscita dall’Unione Europea e dall’Eurozona, il contrasto all’“invasione dei rom e dei migranti” e all’islamizzazione della società francese.

All’ultima tornata del 2012, vinta dal socialista Francois Hollande, la sua corsa si era conclusa al primo turno con il 17,90% dei voti. Nelle fasi finali di questa campagna elettorale la Le Pen è stata al centro di uno scandalo. Il Front National è finito sotto inchiesta per aver ricevuto finanziamenti illeciti e per aver stipendiato alcuni assistenti della Le Pen con i soldi del parlamento europeo, compreso il suo attuale compagno, facendoli però lavorare a Parigi e non a Strasburgo. Lo scandalo non ha però influito sulla corsa della leader del partito dell’estrema destra francese.

I due possibili inquilini dell’Eliseo: identikit