I dati sul Pil fanno sorridere il governo: + 0,5% nel terzo trimestre

Esulta Matteo Renzi. Federconsumatori cauta: "Cresce la ricchezza del Paese, non quella delle famiglie"

(Teleborsa) Buone notizie per il governo alle prese con la definizione della manovra economica. A far sorridere l’esecutivo ci pensano i dati sul Pil, il prodotto interno lordo, che per il terzo trimestre dell’anno, è cresciuto dello 0,5% rispetto al precedente e dell’1,8% su base annua. Lo rileva l’Istat nella stima preliminare sul Prodotto interno lordo. I dati sono corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati. La variazione acquisita del Pil, quella che si registrerebbe in caso di crescita congiunturale nulla negli ultimi tre mesi dell’anno, per il 2017 è pari all’1,5%. Sarebbe così già centrata la previsione del Governo, contenuta nella nota di aggiornamento al Def, che appunto indica per l’anno in corso un rialzo dell’1,5%.

A dare una ventata d’ottimismo, ci pensa anche il dato tendenziale, pari al +1,8%, che risulta il più alto dal secondo trimestre del 2011, ovvero da oltre sei anni.

L’incremento, secondo l’Istat, è dovuto ad un aumento dei consumi interno, dovuto soprattutto all’aumento delle scorte delle industrie, e all’aumento dell’export. Dividendo per settori, hanno reagito meglio industria e servizi, mentre l’agricoltura segna il passo.

MATTEO RENZI: “NEL 2018 RAGGIUNGEREMO LA GERMANIA” “Nel 2018 noi raggiungeremo la Germania, perché i dati sulla produzione industriale vanno in quella direzione lì. Ma dobbiamo fare una riflessione sulla ricerca, l’innovazione lo sviluppo”. Lo ha sostenuto il segretario del Pd, Matteo Renzi, tornando a commentare i dati dell’Istat sul Pil, durante un incontro con i sostenitori a Bolzano. “Fino a tre anni fa – ha detto l’ex premier nell’ultima tappa della giornata in treno – la situazione era drammatica. Poi ci siamo tirati su le maniche e abbiamo bloccato l’emorragia. Oggi siamo all’1,8%”.

Federconsumatori: “Cresce la ricchezza del Paese, non quella delle famiglie. Agire con decisione per completare il quadro della ripresa” – Più cauto il commento di Federconsumatori che accoglie il dato con favore ma senza abbassare la guardia, anzi esortando ad azioni immediate e urgenti che favoriscano la ripresa.

“Un dato positivo, che però ora deve trovare conferma e sostegno in una seria azione del Governo improntata alla crescita” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.
L’aumento della produzione si deve tradurre, infatti, come recentemente promesso dal Premier Gentiloni, in “lavoro e sviluppo”.
EMERGENZA OCCUPAZIONE – La carenza sul piano occupazionale continua ad essere, infatti, uno dei principali problemi del Paese, che deve trovare una risposta decisa attraverso la riduzione delle tasse sul lavoro e l’avvio di investimenti per la crescita e lo sviluppo.”
Esistono, infatti, degli elementi che ancora frenano gli entusiasmi e riportano alla difficile realtà che molte famiglie continuano a vivere: il tasso di disoccupazione, dalle ultime rilevazioni, si attesta all’11,1% per il dato generale e al 35,7% per il dato giovanile. Nonostante le percentuali facciano registrare una leggera flessione, le cifre restano elevate e gravano come un macigno sulla nostra economia e sulla nostra società.
A ciò si accompagna la battuta di arresto registrata sul fronte della produzione industriale che, a settembre, dopo 4 mesi di crescita, ha segnato una diminuzione del -1,3% rispetto ad agosto 2017 e che, di certo, non riporterà effetti positivi sull’andamento dell’occupazione.
Per questo è fondamentale aprire nuove prospettive occupazionali, che darebbero ossigeno alle famiglie. 

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