I consumi procedono a fasi alterne

(Teleborsa) – I consumi degli italiani, dopo un accenno di ripresa nel 2015, iniziano l’anno a fasi alterne. Lo rivela l’indicatore dei consumi Confcommercio (ICC), che ha registrato a marzo un calo dello 0,4% rispetto al mese prima, ma conferma un incremento dell’1,5% su base annua. La variazione di febbraio rispetto a gennaio è stata rivista da +0,3% a +0,7%.

La diminuzione registrata dall’ICC a marzo (-0,4%,) deriva da una flessione dello 0,5% della domanda per la componente relativa ai beni e da un modesto calo (-0,1%) della componente relativa ai servizi.

Il dato dell’ultimo mese conferma, in termini di media mobile a tre mesi, il permanere di una moderata tendenza al recupero dei livelli di consumo da parte delle famiglie. Allo stesso tempo evidenzia le difficoltà della domanda ad instradarsi su un sentiero di sicura crescita.

Tale dinamica si inserisce in un contesto in cui i principali indicatori congiunturali stentano a mostrare andamenti univoci: sentiment consumatori in calo ad aprile, più ottimismo per le imprese, miglioramento del manifatturiero, moderato progresso della produzione industriale, aumento del numero di occupati, riduzione del tasso di disoccupazione

Relativamente ai singoli capitoli di spesa, si registra un aumento di modesta entità (+0,1%) solo per i beni e i servizi ricreativi, i beni e i servizi per le comunicazioni, i beni e i servizi per la cura della persona. Una variazione pari a zero si è riscontrata per la spesa per l’abbigliamento e le calzature, dopo la ripresa registrata nel mese precedente. Una diminuzione di un certo rilievo ha interessato la spesa per i beni e servizi per la mobilità (-2,2%), dato che segue il recupero delle vendite di autovetture e moto a privati rilevato a febbraio. In lieve ridimensionamento è risultata la domanda per gli alberghi, i pasti e le consumazioni fuori casa (-0,3%).

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I consumi procedono a fasi alterne