Guerra aperta per la governance in TIM. Elliot deplora dimissioni CdA

(Teleborsa) – E’ di nuovo polemica sulla governance di TIM.

Il Fondo Elliot ha commentato “a caldo” la decisione del CdA di dimettersi in blocco prima dell’assemblea del prossimo 24 aprile, in tutto sette membri che includono il vice Presidente esecutivo Giuseppe Recchi e il Presidente esecutivo Arnaud de Puyfontaine, denunciando una forma di ostruzionismo da parte del socio di maggioranza Vivendi.

Il fondo, che è titolare di una quota molto vicina al 6% e rappresenta un riferimento fra gli azionisti di minoranza, ha detto di non essere “sorpreso” delle dimissioni dei 7 membri del CdA, con decorrenza dal giorno dell’assemblea.

Elliot definisce la mossa del socio francese Vivendi “cinica ed al servizio dei suoi interessi”, perché “ritarda la possibilità degli azionisti di Telecom di esprimere il loro voto nell’assemblea” e rappresenta un “esempio di come i diritti dlele minoranze in Telecom vengano cancellati”.

“Un altro esempio di come i diritti delle minoranze in Telecom Italia siano cancellati”, aggiunge il fondo Elliot, che ricorda di essere un investitore di lungo periodo in Telecom (dal 1999), prima ancora dell’ingresso nel capitale di Vivendi, e di aver sempre contribuito fattivamente a “migliorare sia le performance che la corporate governance” del gruppo. 

Frattanto, il titolo TIM oggi è partito bene in Borsa dove guadagna lo 0,13%, in un contesto di mercato impostato pesantemente al ribasso.

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