Gualtieri ringrazia BCE e insiste su Coronabond

(Teleborsa) – La Banca centrale europea sta lavorando in maniera adeguata al proprio ruolo” nel contrasto all’epidemia di coronavirus “e grazie a questa azione l’Italia non è sola” nell’affrontare l’emergenza. Lo ha detto il Ministro dell’economia Roberto Gualtieri – intervenendo al question time alla Camera – il quale ha aggiunto “riteniamo che, al fianco della Bce, sia necessaria una considerevole azione di stimolo di bilancio comune. Per questo abbiamo chiesto uno strumento di debito comune europeo, per sostenere i Paesi UE nell’azione di contrasto al coronavirus”.

“Il Governo italiano – ha sottolineato ancora – è al lavoro per una proposta sull’emissione comune di titoli europei” per aiutare i paesi UE a superare la pandemia.

Centrale anche il rafforzamento della liquidità per famiglie e imprese: intendiamo presentare, ha detto, quanto prima una misura volta a rafforzare ulteriormente il sistema delle garanzie dello Stato ai prestiti alle imprese per sostenere ” la liquidità e “arrivare ad analoghi se non superiori” interventi “presi da altri paesi europei”.

Ogni sforzo per pagare Cig in tempi rapidi -“Il Governo monitorerà l’effettivo uso di questo strumento in risposta alle necessità dei lavoratori, e garantendo che le strutture tecniche facciano tutti gli sforzi necessari per gestire con le modalità più rapide e semplificate l’iter di concessione della Cassa integrazione richiesta con causale covid-19, in modo che i tempi di attesa siano ridotti al minimi“, ha poi sottolineato il Titolare del Tesoro che questa mattina, in un’intervista al Fatto Quotidiano, aveva definito “realistico” un calo del PIL dell’Italia del 6%, avvallando le tragiche previsioni di Confindustria. Specificando che “le nostre sono in corso di pubblicazione nel DEF”, il Ministro ha anche parlato di una “ripresa vigorosa” se il Governo riuscirà ad essere efficace con le misure di contrasto all’epidemia.

Fra le misure allo studio, una super garanzia per le imprese con fatturato superiore ai 5 miliardi e la liberazione di risorse per almeno 500 miliardi al servizio dell’economia reale e per assicurare la liquidità a tutte le imprese, anche eventualmente con un decreto ad hoc, ed un aumento dell’indennità per i lavoratori autonomi.

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