Gualtieri: MES positivo per Italia. Focus su Unione bancaria

(Teleborsa) – La riforma del MES “è un successo per l’Italia e per tutti quei Paesi che chiedevano da tempo un tassello aggiuntivo”. E’ “un piccolo passo avanti” che riguarda prevalentemente l’introduzione del backstop che “è meglio che non averlo: è una cosa comune in più”. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in audizione al Senato, sottolineando che “abbiamo ambizioni ben maggiori”.

In particolare, Gualtieri ha chiarito che la riforma “non sposta il potere dalla Commissione al MES. Chi decide sono gli stati membri azionisti del MES, non cambia una virgola questo era prima ed è dopo”. Anche “il criterio della sostenibilità del debito per la concessione degli aiuti non cambia: c’era già prima ed è rimasto”.

“Sono sorpreso e stupito di alcune cose che ho letto e ho sentito. Se tutto ciò – ha proseguito il titolare di Via Venti Settembre – rappresenta una terribile innovazione e mette l’Italia sotto osservazione, lo trovo comico: stiamo parlando di una cosa che non cambia e che, se cambia un pò, cambia in meglio”.

Gualtieri ha quindi spiegato che la nuova funzione del MES quella di backstop per l’Unione bancaria, è stata chiesta da “Italia, Francia e altri Paesi. A dicembre si sono definitivi gli elementi di questa facility”. In sostanza, ha aggiunto, “il backstop raddoppia i soldi per il fondo di risoluzione”.

Il ministro dell’Economia inoltre, invita a non concentrarsi sul “falso problema” della riforma del MES, quanto piuttosto sul completamento dell’Unione bancaria europea. E’ in corso una discussione “rilevante e sensibile” sul “completamento dell’Unione bancaria. Noi – ha detto Gualtieri – auspichiamo l’introduzione di un meccanismo comune di garanzia sui depositi ma non riteniamo debba essere sottoposto a condizionalità rispetto al mutamento del trattamento prudenziale dei titoli di Stato detenuti da banche e assicurazioni. Questo sì, se introdotto potrebbe avere degli effetti negativi”.

Il ministro sottolinea, quindi, “l’impegno del governo a negoziare i criteri e i principi dell’Unione bancaria con chiaro impegno a salvaguardia della tutela dell’interesse nazionale ed europeo” e invita a “concentrare il dibattito su quest’aspetto piuttosto che sul falso problema del MES, la cui riforma non è né rilevante né significativa, nel bene o nel male. Il dibattito su questo è ampiamente immeritato”.

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