Gruppo Toto, “pretestuose e fuorvianti” ipotesi di “favori” a Strada dei Parchi

(Teleborsa) – Il Gruppo Toto definisce “pretestuose e fuorvianti” le ricostruzioni della stampa relative all’ipotesi di “favori” fatti dal Governo Renzi alla controllata Strada dei Parchi, concessionaria delle Autostrade A24 e A25.

Nel tentativo di motivare tale affermazione, il Gruppo richiama la norma che prevedeva la sospensione del pagamento dei corrispettivi della concessione per gli anni 2015 e 2016, a causa della “necessità ed urgenza di mettere in sicurezza antisismica le autostrade A24 e A25” (art. 52 quinquies della L. 21 giugno 2017 n. 96). “Tale norma – si precisa – rispondeva all’obbligo da parte del Governo di rispettare una sentenza del TAR Lazio (n. 02844, 7 giugno 2017) la quale ha ordinato al Governo allora in carica di sanare una situazione di mancato finanziamento delle opere straordinarie di messa in sicurezza antisismica (anti-scalinamento dei viadotti), imposte, fuori dal contratto di concessione, dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti- MIT”.

Il Gruppo Toto ricorda poi come quella norma “non abbia cancellato un debito al Concessionario SdP, ma spostato, con addebito di interessi, il suo versamento, in modo da rendere immediatamente disponibili le risorse per avviare lavori urgenti per la messa in sicurezza di A24 e A25. Risorse anticipate di fatto dal Concessionario”.

Ed infine, si ricorda che “il Governo che introdusse l’emendamento chiamato a rispettare la sentenza del TAR non fu peraltro quello guidato da Matteo Renzi, ma da Paolo Gentiloni”.

“Una identica soluzione – conclude la nota del Guppo Toto – è stata introdotta oggi dalla Camera dei Deputati, con il voto di sul DL Terremoto, per sterilizzare gli incrementi tariffari sino al 31 dicembre 2021, già approvati dai Ministri Del Rio e Toninelli, non incassati nel 2018 e 2019, come richiesto dai Sindaci e dalle Regioni Abruzzo e Lazio e d’intesa con ANAS e MIT. Anche nel caso odierno va chiarito come non si cancelli affatto un debito al Concessionario, ma si sposti il suo pagamento, con addebito di interessi, in modo da riconoscere a SdP i mancati incassi, pari a circa 165 milioni di euro”.

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