Green Economy, riaffiorano alcune criticità: troppe auto e stop rinnovabili

(Teleborsa) – La Green Economy in Italia presenta molte opportunità ed anche delle criticità emerse negli ultimi 5 anni. E’ quanto emerge dalla Relazione sullo Stato della Green Economy presentata in apertura degli Stati Generali della Green Economy in occasione di Ecomondo a Rimini.

Sono 9 le tematiche strategiche individuate per valutare l’andamento dei Paesi per quanto riguarda la Green Economy: emissioni di gas serra; risparmio ed efficienza energetica; fonti rinnovabili; economia circolare ed uso efficiente delle risorse; eco-innovazione; agricoltura; territorio e capitale naturale; mobilità sostenibile; green city.

Dal Rapporto è emerso che le emissioni di gas serra non calano da 5 anni e dal 2014 sono tornate a crescere, a causa del settore trasporti, attestandosi nel 2018 ad un valore di 426 MtCO2eq (i dati del primo semestre del 2019 mantengono questo trend).

Anche i consumi di energia sono tornati a crescere, riportando nel 2018 un aumento dell’1,5%, superiore al PIL (+0,9%), sempre a causa del settore trasporti che registra una crescita del 3,2% dei consumi finali, al top da vent’anni a questa parte.

L’aumento delle rinnovabili si è quasi fermato negli ultimi 5 anni (fa segnare solo un +1% dal 2014), anche se l’Italia si conferma uno dei Paesi con la più alta produzione: al 18,3% del fabbisogno energetico interno contro il 17,5% della media europea. E si confronta con il 17,5% della Spagna, il 16,3% della Francia, il 15,5% della Germania e il 10,2% del Regno Unito. Qualche opportunità si intravede nel settore dei trasporti, dove l’uso delle rinnovabili è ancora marginale, ma la produzione di biometano è triplicata nel 2018.

Il parco auto italiano resta il più “denso” d’Europa (644 auto ogni 1.000 abitanti nel 2018) e le emissioni delle nuove auto sono in continuo aumento (nei primi otto mesi del 2019 registrano il 5,5% in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa). La penetrazione di auto elettriche è scarsa (meno di 10.000 auto vendute contro le 68.000 in Germania), per le e-bike è il quinto mercato europeo, mentre sul fronte dei trasporti pubblici, la maggior parte dei bus è molto anziana ed è alimentata ancora a diesel.

Il tasso di circolarità è peggiorato in Italia che si classifica al terzo posto dopo Francia e Regno Unito, anche se prima della Germania. Per il riciclo dei rifiuti, l’Italia si colloca al secondo posto dietro alla Germania e supera di due punti percentuali la media UE.

Quanto all’agricoltura, l’Italia si trova al vertice della classifica europea 2018 con un valore aggiunto pari a 32,2 miliardi di euro, mentre in termini di valore della produzione è seconda solo alla Francia.

(Foto: © malp/123RF)

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