Grecia al traguardo: dopo otto anni finisce l’era della Troika

L'Eurogruppo promuove Atene: via libera anche all'alleggerimento del debito

(Teleborsa) Giornata storica quella di ieri per la Grecia che, dopo otto anni di commissariamento, dà l’addio all’era della Troika e riconquista, dopo anni di lacrime e sangue, la sovranità finanziaria. Il paese, dunque, è pronto a camminare sulle sue gambe, pur dovendo continuare a rispettare alcuni vincoli.

L’ufficialità è arrivato nella notte da un comunicato dell’Eurogruppo riunito a Lussemburgo diffuso al termine di un lungo incontro in occasione del quale i Ministri delle Finanze dell’Eurozona hanno sancito la chiusura del commissariamento.

ALLEGGERIMENTO DEL DEBITO, VIA LIBERA – Ma le buone notizie all’ombra del Partenone non finiscono qui:  via libera al tanto atteso alleggerimento del debito pubblico, nonostante il parere sfavorevole della Germania, allungando di 10 anni le scadenze dei prestiti. La Grecia potrà posticipare di 10 anni il pagamento dei circa 100 miliardi di euro di prestiti ricevuti dal vecchio fondo salva-Stati Efsf, mentre è stato esteso di ulteriori 10 anni il “periodo di grazia” (cioè quello in cui non scattano sanzioni se non si ripaga il prestito).
L’organismo formato dai ministri delle Finanze dei paesi dell’eurozona ha approvato le 88 riforme approvate dalla Grecia e ha dato semaforo verde all’invio dell’ultima tranche di prestiti. Sul piatto altri 15 miliardi di euro, 11 già previsti più 4 di ulteriore liquidità, che fungeranno da cuscinetto grazie al quale la Grecia non sarà costretta a ricorrere ai mercati per finanziarsi per i prossimi 18 mesi.

In questi otto anni la Penisola ellenica ha ricevuto dai creditori internazionali 275 miliardi di euro di aiuti in cambio di sostanziali riforme e sacrifici.

DALLA PAURA ALLA RIPRESA- Una crisi, lunga e spaventosa, quella che ha investito e cambiato la storia più recente della Grecia, iniziata nel lontano 2011.Dalla grande paura, dunque, alla parziale ripresa. In mezzo, però, anche un enorme paradosso.

Numeri alla mano, l’avanzo nei primi nove mesi del 2017 è stato del 2,2% superiore all’1.75% imposto dall’Ue. Il Pil, cresciuto dell’1,9% nel 2017, si prevede toccherà il 2,5% nel 2018.
Economia in espansione rispetto agli ultimi anni con il turismo che, anche nella fase peggiore, ha continuato a dare i suoi frutti facendo da traino alla fragilissima economia e nel 2017 ha fatto registrare un ulteriore incremento del 17% rispetto all’anno precedente.

MA ANCHE UN GRANDE PARADOSSO – Ma dietro alla visione economica che fa ben sperare, si nasconde una realtà più ampia e spesso contraddittoria.  Per questo, dopo 8 anni di crisi economica, una grandissima fetta della popolazione greca, continua a subire le pesanti conseguenze delle misure economiche imposte dai creditori internazionali.

Rispetto all’anno precedente alla grande crisi, il potere d’acquisto della popolazione greca, infatti, è calato di circa il 29%, con il paese sempre alle prese con tassi di disoccupazione allarmanti, soprattutto quella giovanile, e ben il 22,2% della popolazione che non riesce a far fronte ai bisogni quotidiani e di prima necessità : dal pagamento delle bollette a quello del mutuo.

CASE ALL’ASTA, LA RABBIA DEI GRECI – Sul fronte degli immobili sono 130 mila le aste giudiziarie per debiti nei confronti di banche e fisco che il paese è obbligato ad effettuare e riguardano, nella maggior parte dei casi, la prima casa di famiglie, ridotte sul lastrico.
Occorre ricordare che le aste di pignoramento sono una condizione chiave del “terzo piano di salvataggio” imposto dalla Troika alla Grecia.
Per questo, nell’impossibilità di procedere alle aste giudiziarie nei tribunali e di contenere la rabbia di grande parte della popolazione, specie tra le fasce più deboli, molte aste sono state effettuate elettronicamente presso studi notarili e non sono mancati scontri, spesso anche violenti tra polizia e manifestanti.

Le banche greche, infatti, sono gravate da centinaia di miliardi di crediti inesigibili dopo anni di crisi finanziaria, principalmente a causa dell’incapacità delle persone di rimborsare i mutui. Una recessione provocata , appunto, dalle misure di austerity che hanno tagliato i posti di lavoro e bloccato gli investimenti delle imprese.

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