Cambio di rotta per i grandi marchi che rivalutano i centri storici: ecco perché

I centri storici destano l'attenzione dei grandi brand: lo scenario illustrato dalla società Josas

Stanno cambiando le abitudini di acquisto dei consumatori e la scelta sembra stia ricadendo sui centri storici. I grandi brand? Non restano a guardare.

Che il mercato sia sempre stato influenzato dal potere d’acquisto degli utenti è cosa nota. Se fino a poco tempo fa il boom dei centri commerciali aveva portato numerosi marchi ad aprire filiali in questi “grandi” contenitori dello shopping, ora la marcia ingranata sembra essere un’altra.

Tornano i profumi inebrianti delle piccole vie che attraversano i centri storici, con i loro angoli unici e spettacolari e le viste mozzafiato. I consumatori vogliono cambiare aria e preferiscono ammirare le bellezze architettoniche e paesaggistiche dei vecchi centri città, mentre passeggiano indisturbati all’aperto.

Complice anche il boom delle vendite online che ha ridotto il fatturato dei negozi fisici, le grandi catene sono alla ricerca di nuove ubicazioni che concilino il piacere di una tranquilla passeggiata in compagnia dei propri cari a quello di un sano shopping.

Stando alla fotografia scattata da Josas, un’agenzia che gestisce e pianifica lo sviluppo di realtà commerciali internazionali, lo scenario relativo a questo settore sembra essere positivo.

Non solo: la società si occupa anche di seguire lo sviluppo di brand italiani che vogliono aprire punti vendita all’estero. E come confermato dalla stessa Josas, che ha ridato vita ad una piccola zona di Via Triburtina a Roma gestendo l’apertura della libreria Ubik, gli scorci regalati quasi naturalmente dai centri storici italiani sono effettivamente molto ricercati dalle realtà internazionali che vorrebbero investire nel Bel Paese. E l’apertura di punti vendita legati a grandi brand in aree poco frequentate può portare nuovo impulso e maggiore potere d’acquisto, dal quale potrebbero beneficiare anche le attività più piccole e già esistenti in queste zone.

Ottime prospettive anche dal punto di vista delle tassazioni dei grandi immobili e per quanto riguarda i fondi immobiliari. Per quanto concerne quest’ultimo punto, per l’anno corrente è previsto il raggiungimento di 55 miliardi di euro. Molto bene anche la questione relativa alle tassazioni sui grandi immobili: l’introduzione della cedolare secca per le locazioni ad uso commerciale, permetterà ai proprietari di scegliere se pagare l’aliquota del 21% rispetto al canone definito.

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