Governo, semaforo verde dagli iscritti M5S all’accordo con la Lega: il contratto c’è, il Premier (ancora) no

(Teleborsa) – Semaforo verde, dunque, dagli iscritti al M5s al contratto di Governo con la Lega. L’annuncio è giunto alle 20,45 di ieri venerdì 18 maggio direttamente dal capo politico pentastellato Luigi Di Maio. “Più del 94% degli iscritti del Movimento 5 Stelle – ha dichiarato – hanno detto Si al contratto per il Governo del cambiamento. “Adesso mancano solo le firme, perché ora c’è nero su bianco quello che abbiamo detto in campagna elettorale. Ci sarà un reddito di cittadinanza contro la povertà e la disoccupazione. Con la pensione di cittadinanza gli anziani avranno una pensione dignitosa. La Legge Fornero è destinata a diventare un brutto ricordo. E via le pensioni d’oro, una volta per sempre. Nessuno farà più affari sporchi sull’immigrazione. Le imprese avranno vita più semplice e tasse più basse”.

Ora, dopo anche l’Ok del Consiglio federale della Lega, Sponda Lega, per le prossime ore, probabilmente nella serata di domenica, si attende il risultato della consultazione indetta dalla Lega con voto nei Gazebo, aperto a tutti.

IL NODO DEL PREMIER DEL GOVERNO M5S e LEGA – Ma non tutti i nodi sono stati sciolti. All’appello ne manca uno, il più importante, manca ovvero il nome del nuovo Premier. “Il premier è ancora un punto su cui si sta lavorando, ha detto Di Maio. “L’identikit del futuro premier? Una persona seria”, ha precisato, come sempre, Salvini. “Se ci sarà, il Premier firmerà il contratto, assolutamente, sarà il garante dell’attuazione del programma, non diamo pacchetti chiusi a nessuno. Luigi Di Maio, intanto, si è apertamente detto disposto “a farsi da parte”. E salvo sorprese, i due leader firmatari del Contratto, lunedì si recheranno al Quirinale da Mattarella. “Faremo di tutto perché un Governo nasca e comunque un governo nascerà – ha sottolineato Salvini – e andremo dal Capo dello Stato lunedì per rispetto perché, comunque si chiuda, abbiamo fatto tutto il possibile”. 

SCINTILLE NEL CENTRODESTRA – Il clima all’interno del Carroccio è in ogni caso particolarmente caldo, dopo le parole di fuoco pronunciate da Silvio Berlusconi ad Aosta, dove domenica si vota per il rinnovo del consigli regionale. L’ancora ex Cavaliere, fresco di riabilitazione, si è detto addirittura pronto a guidare di persona un Governo di centrodestra. Quindi, l’ex Premier ha tuonato contro il segretario della Lega e invitandolo a “tornare a casa”. Suscitando la piccata replica della parte della Lega più vicina a Salvini: “Parole sconcertanti”.

IL CONTRATTO  – Dopo giorni di trattative intense e senza sosta, dunque, il contratto per il Governo del cambiamento tra Lega e M5S è pronto. Nell’ultima bozza, “corretta” da Luigi di Maio e Matteo Salvini, un testo di 40 pagine, sono spuntate novità su tasse, lavoro, jobs act e sussidi, l’ultima delle quali riguarda gli sgravi per gli asili nido “solo per gli italiani” , mentre nella bozza precedente c’era la proposta di riservarli anche alle famiglie di immigrati da 5 anni in Italia.

Via la sospensione dei lavori dell’alta velocità Torino-Lione – Si va verso una revisione ma non si parla più di uno stop ai lavori della Tav come risultava dal testo circolato in precedenza. Nella precedente bozza, c’era scritto: “Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia, ci impegniamo a sospendere i lavori esecutivi e ridiscuterne integralmente il progetto. Con riferimento invece alla realizzazione del “terzo valico” ci impegniamo al completamento dell’opera”.
Nel documento rivisto, infatti, c’è invece scritto: “Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo ridiscuterne integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”. Scompare, dunque, la frase chiave sulla sospensione dei lavori.

Lavoro – Uno dei temi al centro dell’agenda è sicuramente il lavoro, vera e propria emergenza dei nostri tempi, con il governo chiamato a tamponare l’emorragia. E’ prevista l’introduzione del salario minimo, il taglio del cuneo fiscale, il ripristino dei voucher. E poi il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza. “Particolare attenzione – si legge in un passaggio – sarà rivolta al contrasto della precarietà, causata anche dal jobs act per costruire rapporti di lavoro più stabili e consentire alle famiglie una programmazione più serena del loro futuro”.

Pensioni – Abolizione della Fornero, quota 100 e opzione donna. Taglio delle pensioni d’oro.

Capitolo Europa – Altro tema delicatissimo è quello che riguarda l’Europa. Si legge: “Risulta necessaria una ridiscussione dei Trattati dell’Ue e del quadro normativo principale”. Da rivedere anche “l’impianto della governance economica europea (politica monetaria unica, Patto di Stabilità e crescita, Fiscal compact, Mes)”.

Debito – M5s e Lega si impegnano a proporre che i titoli di stato di tutti i Paesi dell’area euro acquistati dalla Bce siano esclusi pro quota dal calcolo del rapporto Debito/Pil.

L’AFFONDO DEL FINANCIAL TIMES: “ROMA APRE LE SUE PORTE AI MODERNI BARBARI”- “Le proposte economiche del Movimento 5 stelle e della Lega sono una ragione di preoccupazione”. È quanto afferma l’editoriale del Financial Times, secondo cui “l’Italia è sul punto di installare il governo più non convenzionale e senza esperienza per governare una democrazia occidentale europea dal Trattato fondatore dell’Ue di Roma del 1957″. Prima delle elezioni, scrive il Financial Times, “era saggezza comune nelle altre capitali Ue e sui mercati finanziari che un governo 5Stelle-Lega sarebbe stato il più inquietante di tutti gli esiti possibili”.

Ma è soprattutto l’economia che inquieta, su cui gravano “i dubbi più seri”, dal reddito di cittadinanza alla flat tax sino alla modifica della legge Fornero sulle pensioni. “Il costo di queste iniziative sarebbe decine di miliardi di euro”, ma per le coperture proposte dai due partiti che si vogliono ‘nuovi’, dalla lotta all’evasione fiscale a alla vendita di asset pubblici, “colpisce quanto vecchie siano la maggior parte di queste idee”. Già provate in passato, “non sono mai state che solo parzialmente efficaci”.

MERCATI NERVOSI, LO SPREAD TORNA A FAR PAURA – Resta la tensione sui mercati e torna lo spauracchio dello spread.
EUROPA PREOCCUPATA SU DEBITO E MIGRANTI – Intanto, dall’Europa, è arrivato l’ennesimo monito: “Non commentiamo sulle politiche dei partiti o processi di formazione dei governi, ma quello che enfatizziamo in ogni caso è che è importante attenersi alla disciplina di bilancio, e specialmente per l’Italia continuare a ridurre il deficit e il debito perché fattori di rischio”, ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis al Parlamento Ue, rispondendo agli eurodeputati. “Stiamo discutendo con le autorità italiane la traiettoria dei conti e in realtà questo è un messaggio anche per il nuovo Governo: è importante restare nei binari”, ha concluso.



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