Governo, Savona: “Subito grave torto, da Mattarella processo alle intenzioni”

(Teleborsa) – “Ho subito un grave torto dalla massima istituzione del Paese”. Con questa grave denuncia Paolo Savona, indicato quale possibile ministro dell’Economia dal fallito governo M5S-Lega, commenta in una lettera inviata a Scenari Economici la decisione del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, di bocciare la lista dei ministri presentata da Conte e nominare Premier incaricato Carlo Cottarelli.

L’anziano economista, notoriamente euroscettico, parla di “un paradossale processo alle intenzioni di voler uscire dall’euro”.  Proprio ieri, domenica 27 maggio 2018, prima che Conte rimettesse il suo incarico, Savona aveva chiarito le sue posizioni rispetto all’euro ed alla UE.  

“Insieme alla solidarietà espressa da chi mi conosce e non distorce il mio pensiero, una particolare consolazione mi è venuta da Jean Paul Fitoussi sul Mattino di Napoli e da Wolfgang Münchau sul Financial Times”, prosegue Savona, ricordando “il primo, con cui ho da decenni civili discussioni sul tema, afferma correttamente che non avrei mai messo in discussione l’euro, ma avrei chiesto all’Unione Europea di dare risposte alle esigenze di cambiamento che provengono dall’interno di tutti i paesi-membri”. 

“Nell’epoca dei like o don’t like anche la Presidenza della Repubblica segue questa moda”, denuncia l’economista.

“Più incisivo e vicino al mio pensiero è il commento di Münchau” che “analizza come deve essere l’euro per non subire la dominanza mondiale del dollaro e della geopolitica degli Stati Uniti, affermando che la moneta europea è stata mal costruita per colpa della miopia dei tedeschi“.

“La Germania impedisce che l’euro divenga come il dollaro una parte essenziale della politica estera”, spiega ancora Savona, parlando dell’incapacità dell’Euro di svolgere una funzione simile al dollaro e del “caos delle relazioni economiche internazionali”, che “volgono verso il protezionismo nazionalistico”

“L’Italia registra fenomeni di povertà, minore reddito e maggiore disuguaglianze”, denuncia l’economista, ricordando “il 28 e 29 giugno si terrà un incontro importante tra Capi di Stato a Bruxelles: chi rappresenterà le istanze del popolo italiano? Non potrà andarci Mattarella, né può farlo Cottarelli”.

“Non ci resta che patire gli effetti del protezionismo e dell’instabilità sociale”, conclude Savona, chiarendo “si tratta di decidere se gli europeisti sono quelli che stanno creando le condizioni per la fine dell’UE o chi, come me, ne chiede la riforma per salvare gli obiettivi che si era prefissi”.

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