Governo, ok al Decreto Sicurezza Bis e Salvini blinda l’esecutivo: “Avanti quattro anni”

Sul fronte del debito, intanto, strada sempre più in salita. Juncker, Presidente della Commissione UE, avvisa l'Italia: "Va in direzione sbagliata"

Il via libera al decreto sicurezza bis, fortemente voluto dal ministro dell’interno Matteo Salvini, arriva dal primo Consiglio dei Ministri fissato dopo le Europee da cui riparte ufficialmente la corsa dell’esecutivo, rallentata negli ultimi tempi dalle divisioni interne ai gialloverdi.

“Habemus decreto sicurezza bis”, a dare l’annuncio in conferenza stampa a fianco del Premier Conte, è proprio il Vicepremier leghista che non nasconde la soddisfazione.

Tre i filoni: immigrazione, pene per chi aggredisce gli agenti durante le manifestazioni e nuove assunzioni nelle forze dell’ordine.

Tra le priorità, ovviamente, la lotta all’immigrazione clandestina. “Nel contrasto ai trafficanti di esseri umani potranno essere usati agenti sotto copertura, anche ricorrendo allo strumento delle intercettazioni”, ha detto Salvini.

Prevista tra l’altro, la confisca della nave per coloro che ripetutamente non ottemperano ai divieti di ingresso nelle acque territoriali e una multa da 10 a 50 mila euro per comandante, proprietario e armatore”.

“SPAZZA CLAN” – Nel pacchetto anche ottocento assunzioni straordinarie per 25 milioni di euro spalmati in due anni. È la misura, chiamata “Spazza clan”, che il Viminale ha studiato per notificare le sentenze alle migliaia di condannati in via definitiva che restano liberi per le lentezze della burocrazia. Solo a Napoli sono più di 12mila.

GOVERNO: AVANTI 4 ANNI – Riflettori puntati, ovviamente, sullo stato di salute del Governo che, a detta di Salvini, non è in pericolo. Anzi, il Vicepremier lancia l’esecutivo nel futuro e mette da parte, almeno a parole, le schermaglie: “Era e rimane il Governo del cambiamento anche perché non abbiamo nessuna intenzione di cercare maggioranza diverse: questa è l’unica maggioranza possibile e l’unico Governo possibile. Senza, ci sono solo le elezioni ma noi vogliamo andare avanti quattro anni. Ne abbiamo parlato in Cdm: giustizia, autonomia, grandi e piccole opere. Tutto questo richiede un governo con ampio mandato e maggioranza parlamentare”, ha garantito.

LA LINEA DURA DI BRUXELLES – Strada sempre più in salita, intanto, sul fronte dei conti pubblici con il nostro Paese sotto ai riflettori, chiamato a correre seriamente ai ripari. Inutile a dirlo, l’imminente banco di prova sarà la strategia da adottare nel braccio di ferro serrato tra Roma e Bruxelles che stavolta sembra aver scelto la strada della linea dura.
Nella giornata di ieri, il Comitato Economico Finanziario, l’organismo che riunisce i rappresentanti dei Governi dell’UE, ha adottato il rapporto sull’Italia confermando il parere della Commissione secondo cui la procedura per deficit eccessivo “è giustificata”.

JUNCKER AVVISA L’ITALIA – Toni duri anche da parte del Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker che in un’intervista a Politico.eu non sembra in vena di fare sconti. Anzi.
“Pensiamo che l’Italia si stia muovendo in una direzione sbagliata, quindi dobbiamo prendere decisioni rilevanti in questo campo. Penso che il paese corra il rischio di restare intrappolata per anni in una procedura per deficit eccessivo, e vorrei evitarlo, ma questo dipenderà dagli impegni che il Governo italiano prenderà”.

TRIA CERCA L’ACCORDO – Panni decisamente scomodi quelli del Ministro dell’Economia Tria che cerca di mediare. “Pur rimanendo convinti che le regole Ue devono essere migliorate e semplificate, è nel nostro interesse trovare un compromesso” e arrivare a un “accordo” con una mediazione “ragionevole” per scongiurare la procedura sui conti, ha detto intervenendo alla Camera per l’informativa sull’azione disciplinare di Bruxelles, garantendo che la linea condivisa del governo è quella di trattare a oltranza. A domanda diretta, se si “sente sostenuto da tutto il governo”, ha replicato: “Certo”.

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