Governo Lega-M5S, le reazioni all’estero

(Teleborsa) – Un esecutivo euroscettico al potere in Italia. Così il quotidiano statunitense Wall Street Journal nell’articolo dedicato al nuovo governo Lega-M5S che, dopo settimane di turbolenza, è riuscito a mettersi sulla pista di lancio. I leader dei due partiti della coalizione – sottolinea il quotidiano – oltre ad essere ministri saranno anche vicepremier: “Un ruolo che permetterà a Luigi Di Maio e Matteo Salvini di guidare il governo, verosimilmente oscurando il primo ministro Giuseppe Conte” descritto come “un avvocato e un accademico poco conosciuto”, “emerso come candidato di compromesso dopo che i leader dei partiti della coalizione hanno rinunciato a rivendicare la premiership come parte del loro patto per formare un governo”.

I media in Gran Bretagna, evocano la svolta populista, guardando al futuro dopo gli allarmi dei giorni scorsi legati ai contraccolpi sui mercati. “Accordo su un nuovo governo in Italia” – scrive la Bbc – annunciando l’avvento di una “coalizione populista dopo mesi di scontro politico”. SkyNews dedica, sul suo sito, un profilo al nuovo premier Conte, sottolineando la sua “limitata esperienza politica”. 

La stampa spagnola, presa anche dall’attuale crisi politica nel suo Paese, si esprime attraverso El Pais: “Lo spread, il timore di nuove elezioni, la tenacia di Sergio Mattarella hanno consentito ieri quello che sembrava impossibile lunedì mattina: a tre mesi dalle elezioni di marzo e nel mezzo di una crisi istituzionale senza precedenti Lega e M5S hanno ceduto e chiuso un accordo per la formazione dell’esecutivo, spostando dal ministero dell’economia l’euroscettico Paolo Savona“.

Per il quotidiano tedesco Handelsblatt, l’Italia prima di aderire all’euro, “compensava la sua scarsa competitività economica con la svalutazione regolare della lira”. Con l’introduzione della moneta unica questo non è più possibile. La crisi del paese – sostiene il giornale – non può davvero sorprendere nessuno, eppure il nuovo teatro politico all’italiana ha una nuova qualità: lo spettro dell’uscita dalla zona euro. Tutti temono che l’Italia possa essere la prossima Grecia, ma la dimensione economica è completamente diversa. Il paese è semplicemente troppo grande e se l’Italia fallisse, fallirebbe pure l’euro”.

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