Governo, Conte alla Camera: “Crisi senza fondamento”

(Teleborsa) – Entra nel “vivo” la crisi di Governo dopo lo strappo di Matteo Renzi con l’intervento del Presidente del Consiglio Conte alla Camera dove si è presentato, senza ritardi sulla tabella di marcia, alle 12.00, accolto dall’applauso di M5S, Leu e Pd. Nessuna reazione dai deputati di IV e accoglienza decisamente meno calorosa da parte della Lega.

“All’inizio di questa esperienza di Governo, nel 2019, prefigurai un chiaro progetto politico per il Paese. Precisai che il programma non poteva risolversi in una mera elencazione di proposte eterogenee o una sterile sommatoria delle posizioni delle forze di maggioranza. Un’alleanza tra formazioni provenienti da storie, esperienze, culture di diversa estrazione e che in passato si erano confrontate con asprezza, poteva nascere solo su due discriminanti. Il convinto ancoraggio ai valori costituzionali e la solida vocazione europeista del Paese”.

Questo l’esordio del Premier sottolineando che “sin dall’inizio mi sono adoperato perché si delineasse la prospettiva di un disegno riformatore, ampio e coraggioso” per “configurare una nuova stagione riformatrice” basata sulla “sostenibilità, sulla coesione sociale e territoriale, sul pieno sviluppo della persona umana.

Agli inizi 2020″ il progetto del Governo si è dovuto “misurare con la pandemia che ha sconvolto in profondità la società e la dinamica stessa delle nostre relazioni”. “In questi mesi drammatici” della pandemia da Covid – ha aggiunto – “questa maggioranza ha dimostrato grande responsabilità, raggiungendo convergenza di vedute, risolutezza di azione anche nei momenti più difficili”.

Il Presidente del Consiglio rivendica l’operato del Governo elencando i provvedimenti adottati dall’esecutivo”: “Abbiamo stanziato importanti risorse a sostegno dei lavoratori, delle imprese e delle famiglie”, ha detto il Premier per il quale “abbiamo posto le basi per un deciso rilancio della crescita” .

Quindi, il passaggio chiaro ed esplicito nel merito della crisi. “Le nostre energie dovrebbero essere tutte, sempre concentrate sulla crisi del Paese. Così, agli occhi dei cittadini, appaiono dissipate in contributi polemici, spesso sterili, del tutto incomprensibili. Rischiamo così tutti di perdere contatto con la realtà. C’era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase? No”, dice Conte.

Nel pieno della pandemia Covid e mentre “da casa ci ascolta chi ha perso i propri cari, confesso di avvertire un certo disagio. Sono qui oggi non per annunciare nuove misure di sostegno o per bozza ultima del Recovery plan ma per provare a spiegare una crisi in cui non solo i cittadini ma io stesso alcun plausibile fondamento che non solo ha causato “profondo sgomento nel Paese, ma rischia di produrre danni notevoli e non solo perché ha fatto salire lo spread ma ancor più perché ha attirato l’attenzione dei media internazionali e delle cancellerie straniere. Diciamolo con franchezza, non si può cancellare quello che è accaduto“, dice il Premier che chiosa: “Questo Paese merita un governo coeso”.

La parte finale del lungo intervento – durato più di un’ora – del Presidente del Consiglio è un invito all’unità che rilancia l’azione politica, guardando al futuro. Occorre – dice Conte – “lavorare per il benessere dei cittadini. I compiti sono molteplici e tutti urgenti. Dobbiamo continuare a lavorare tutti insieme per mettere in sicurezza il Paese e portarlo fuori dalla pandemia”. Per le sfide che attendono l’Italia servono “la massima coesione possibile, il più ampio consenso in Parlamento. Servono un governo e forze parlamentari volenterose, consapevoli della delicatezza dei compiti. Capaci di sfuggire gli egoismi e l’utile personale”.

Quindi un appello accorato alle forze parlamentari con visione europeista che “hanno a cuore le sorti dell’Italia: aiutateci a ripartire, aiutateci a sanare la ferita provocata dalla crisi”, conclude.

Intanto, il centrodestra che più volte ha interrotto il discorso del Premier – secondo si apprende da fonti della coalizione – ha presentato una risoluzione unitaria per respingere le comunicazioni del Presidente del Consiglio evidenziando il fallimento del suo Governo nella lotta alla pandemia, sia da un punto di vista sanitario che economico.

La giornata, appena iniziata, si annuncia lunga e complicata: dibattito fino alle 15,30, alle 17 sono previste le repliche del Premier e poi le dichiarazioni di voto e il voto di fiducia, atteso attorno alle 20,30.

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