Globalizzazione e burocrazia, Conftrasporto pone l’accento sul problema della logistica

(Teleborsa) – La Conftrasporto lancia l’allarme sull’effetto negativo che globalizzazione e burocrazia rischiano di avere sul settore dei trasporti e della logistica del nostro Paese.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio è intervenuto alla giornata inaugurale del Forum Internazionale di Conftrasporto di Cernobbio. “Il nostro obiettivo è mettere al centro l’impresa e il suo lavoro – ha detto Delrio – non basta ridurre solo il carico fiscale, ma anche un alleggerimento della burocrazia. Merito di questo forum è aver posto l’accento sul problema della logistica. Come governo in questi anni ci siamo impegnati a studiare strategie differenti e metterle a disposizione del Paese. Coordinare gli sforzi logistici e collegare i porti al sistema ferroviario”.

“L’italia deve superare la sua barriera naturale promuovere la competitività del sistema paese con l’intermodalità e dall’altro lato con infrastrutture decisive i limiti della nostra posizione geografica” – ha aggiunto il titolare del dicastero -. “Abbiamo messo mano al sistema della portualità in maniera decisa, abbiamo sciolto le vecchie autorità portuali e abbiamo ragionato insieme alle dogane per velocizzare i corridoi doganali, l’Italia è al primo posto in termini di performance doganale e due anni fa era al 40 posto. L’Europa deve decidere che tipo di sviluppo vuole abbracciare fino in fondo e non solo parzialmente. Dentro la sfida della logistica ci deve stare anche quella della sostenibilità economica e ambientale”. 

Secondo il rapporto dell’ufficio studi di Confcommercio, nel triennio 2016-2018 il trasporto su ferro cresce di oltre il 5%, quello su gomma del 4% ma le imprese dei Paesi dell’est cannibalizzano il mercato italiano, con una quota del 55%, favorite da un fisco meno pesante, un minor costo del lavoro e meno regole. E se il traffico merci su gomma delle imprese dell’est da e verso l’Italia sale del 198% in 10 anni, quello delle imprese italiane di circa il 70%. Complessivamente nel periodo 2005-2015, il mercato del trasporto internazionale merci su gomma con origine/destinazione la Penisola è cresciuto di quasi 4 miliardi di euro, ma le imprese italiane perdono un valore della produzione di oltre 1 miliardo e mezzo di euro.

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