Global tax ritenuta “inadeguata”: l’Europa perde 120 miliardi di gettito

(Teleborsa) – Non si può definire una “svolta” la tassa globale sulle multinazionali, che sembra far torto proprio a tutti, tranne alle multinazionali stesse, che hanno infatti accolto “con favore” l’intesa raggiunta in sede G7. Secondo uno studio dell’Osservatorio europeo per la tassazione, calcoli alla mano, l’aliquota globale del 15% farebbe perdere all’Europa 120 miliardi di gettito, una cifra data dalla differenza fra i 170 miliardi garantiti da un’aliquota al 25% e gli appena 50 miliardi pagati applicando la tassa minima concordata. E per l’Italia, le imposte scenderebbero da 11,1 miliardi ad appena 2,7 miliardi, per la metà pagati dalle multinazionali “nostrane”.

Un accordo al ribasso rispetto all’aliquota inizialmente ipotizzata del 21%, che ha dovuto fare i conti con la necessità di strappare l’adesione di Paesi contrari ad alzare le tasse, compresi gli Stati Uniti. Fra questi anche i cosiddetti “paradisi fiscali” europei come l’Irlanda che ha un’aliquota del12,5%, ma anche Olanda, Lussemburgo e Cipro. Non soddisfa nenanche la seconda formula che tassa i margini di profitto superiori al 10%, poiché viene applicata solo sul 20% dei profitti eccedenti tale soglia e garantisce introiti davvero deludenti.

L’accordo raggiunto dal G7 non è piaciuto a molti osservatori, in primis Gabriel Zucman, il teorico della tassazione dei grandi patrimoni, alla guida dell’Osservatorio europeo sulla tassazione e membro della Commissione indipendente per la riforma della tassazione aziendale internazionale (ICRICT), che definisce l’intesa “inadeguata”.

Anche l’OCSE, pur avendo accolto favorevolmente l’accordo del G7, sta cercando di studiare una soluzione per far pagare le tasse alle grandi del web, come Google, Facebook ed Amazon, che da questa intesa uscirebbero trionfanti. Se questa soluzione passasse, una big come Amazon finirebbe per pagare zero tasse pur vantando un controvalore di 1.600 miliardi di dollari di giro d’affari, poiché presenta margini di profitto inferiori alla soglia oltre la quale scatterebbe l’aliquota. Una “beffa” che, secondo quanto scrive il Financial Times, i tecnici dell’Organizzazione stanno cercando di tamponare con l’ipotesi dui tassazione della sua divisione di cloud computing.

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