Gli agricoltori lanciano un’allarme: in Italia c’è sempre meno terra da coltivare

(Teleborsa) – La crisi del settore agrario non è solo di tipo economico ma anche di tipo ambientale. L’ultima generazione, infatti, è responsabile della perdita in Italia del 28 per cento della terra coltivata, per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione della 46esima edizione di Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra che si celebra in tutto il mondo il 22 aprile con appuntamento centrale a New York dove Ban Ki Moon e i leader mondiali ratificheranno lo storico accordo sul Clima siglato lo scorso dicembre a Parigi.  

Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l’Italia – sostiene l’associazione degli imprenditori agricoli – deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola. Per questo occorre combattere concretamente i due furti ai quali è sottoposta giornalmente l’agricoltura: da una parte il furto di identità e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come italiano; dall’altra il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i prodotti agricoli senza alcun beneficio per i consumatori per colpa di una filiera inefficiente.

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