Giustizia tributaria, le novità introdotte con la riforma

(Teleborsa) – Con 288 voti favorevoli, 11 contrari e 27 astenuti, ieri l’Aula della Camera ha dato il via libera definitivo al Ddl sulla Giustizia tributaria. Il provvedimento, legato all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, è volto a rendere più celeri i tempi e abbattere il contenzioso (50mila ricorsi pendenti nel 2020). Tra le principali novità introdotte con la riforma vi è l’istituzione di una nuova magistratura tributaria professionale che, progressivamente, sostituirà gli attuali magistrati onorari.

Arrivano le Corti tributarie – Le commissioni tributarie diventano Corti tributarie di primo e secondo grado. I magistrati non saranno più onorari, ma è previsto un ruolo autonomo con 576 giudici tributari reclutati attraverso un concorso a cui potranno accedere non solo i laureati in giurisprudenza (come aveva stabilito il governo) ma anche quelli in economia. Una quota ristretta degli attuali giudici togati (100, di cui 50 provenienti dalla magistratura ordinaria e 50 dalle altre ) potranno optare per il definitivo transito nella giurisdizione tributaria.

Cause minori decise da un solo giudice – Previsto uno stop alla collegialità per tutte le cause tributarie. Le controversie di valore sino a 3mila euro, che costituiscono circa la metà dell’attuale contenzioso, saranno decise da un singolo giudice. Si rafforza la conciliazione giudiziale e viene definitivamente superato il divieto di prova testimoniale.

Controversie tributarie pendenti – Per le controversie tributarie pendenti al 15 luglio 2022, non superiori a 100mila euro e per le quali l’Agenzia delle entrate risulta integralmente soccombente in tutti i precedenti gradi di giudizio, è prevista per i contribuenti la possibilità di chiedere, e ottenere, la definizione pagando una percentuale: 5% per controversie tra 50mila e 100mila euro, 20% per controversie fino a 50mila euro.

Sezione tributaria in Cassazione – Viene istituita presso la Corte di cassazione una sezione civile incaricata esclusivamente della trattazione delle controversie in materia tributaria, potenziando quindi il giudizio di legittimità. Al Primo Presidente spetteranno le misure organizzative per stabilizzare gli ordinamenti di legittimità e facilitare una rapida definizione dei procedimenti in corso.