Giorno della Memoria: il valore del ricordo per combattere i negazionismi

(Teleborsa) – “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”. Queste le parole di Primo Levi, uno dei pochi che ha fatto “ritorno” dall’inferno di Auschwitz.

Era il 27 gennaio de 1945, quando le truppe sovietiche della 60sima armata del “1° Fronte ucraino” del maresciallo Ivan Konev, abbatterono i cancelli di Auschwitz. Al di là dell’ingresso, i sopravvissuti, insieme agli strumenti di tortura e di morte trovati al suo interno, divennero la testimonianza di un evento di rara drammaticità, ignorato fino a quel momento.

E, in quella data, in tutto il mondo – come ogni anno dal 2005 come stabilito dall’ONU – si celebra il Giorno della Memoria per ricordare l’orrore dell’Olocausto del quale furono vittime migliaia di ebrei – ma anche rom, omosessuali, oppositori, disabili e senzatetto – sterminati nei campi di concentramento nazisti. Una data per non dimenticare che sia da monito. Quest’anno, in scia all’emergenza Covid-19, gran parte degli incontri si trasferiscono online. Da Milano a Roma passando per Torino, tanti gli appuntamenti da segnare e ai quali partecipare via web da ogni parte del Paese.

Alle 11.00, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Palazzo del Quirinale, si terranno le celebrazioni ufficiali della Giornata. Parteciperanno la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, la Presidente dell’Ucei (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), Noemi Di Segni e Sami Modiano, sopravvissuto all’Olocausto. L’evento potrà essere seguito in diretta streaming anche sui profili social del Ministero e in diretta televisiva su Rai Uno. La cerimonia al Palazzo del Quirinale sarà preceduta, alle 10.30, dalla premiazione delle scuole che si sono distinte nel concorso I giovani ricordano la Shoah, giunto alla sua 19esima edizione e promosso annualmente dal Ministero dell’Istruzione sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con la collaborazione dell’Ucei. Il concorso è rivolto a tutte le scuole del primo e del secondo ciclo con l’obiettivo di promuovere l’approfondimento e la riflessione sulla Shoah tra le studentesse e gli studenti.

Mai come quest’anno, sulla Memoria avanza la minaccia del negazionismo che molto spesso corre sui social. Una recente ricerca Eurispes (ottobre 2020) rivela infatti che i negazionisti aumentano anche in Italia: in circa 15 anni la percentuale di chi non crede all’orrore della Shoah è passata dal 2,7% al 15,6% con un 16% che sostiene che la persecuzione sistematica degli ebrei “non ha fatto così tanti morti”.

I social network sono spesso il luogo dove corrono l’odio e l’intolleranza, dove è facile veicolare messaggi che raggiungono molte persone. E’ per questo che, di recente, Facebook e Twitter hanno vietato, e rimuovono, i contenuti che negano l’Olocausto. Ma c’è ancora molto da fare e non solo sul web.

La sfida da affrontare in questo tempo, dunque, secondo l’Unesco, è enorme se si pensa che il 63 per cento dei giovani americani non sa quante persone siano morte nell’Olocausto e il 47% dei tedeschi intervistati nel 2020 ha risposto che la Germania “non è da considerarsi particolarmente colpevole” dello sterminio degli ebrei.

“Non ho mai perdonato, come non ho dimenticato” la Shoah. Così Liliana Segre, 90 anni, ha ricordato gli orrori dell’Olocausto nella sua ultima testimonianza pubblica alla Cittadella della pace di Rondine, vicino ad Arezzo, Non c’è modo più efficace che ricordare quell’orrore, e farlo conoscere alle nuove generazioni, con il racconto di chi l’ha vissuto.

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