Giornata Risparmio, Visco: “Non esiteremo a dar conto del nostro operato”

(Teleborsa) – “Il rafforzamento della ripresa prosegue anche da noi, beneficiando delle riforme, delle condizioni dell’economia internazionale e dell’orientamento fortemente espansivo della politica monetaria”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel suo intervento alla 93a Giornata Mondiale del Risparmio, dopo le dichiarazioni fatte da Guzzetti e Patuelli. 

“Negli anni della crisi il calo del tasso di risparmio ha risentito della debolezza del reddito disponibile e del tentativo delle famiglie di contenerne le ripercussioni negative sui consumi. Le nostre indagini sui bilanci delle famiglie rilevano che il calo è stato più ampio per i giovani, maggiormente colpiti dagli effetti della recessione sul mercato del lavoro. L’aumento della capacità di risparmio dovrà essere favorito da un adeguato sviluppo della previdenza integrativa”, ha specificato il governatore.

Passando alle banche italiane, il numero uno di Bankitalia ha detto che per recuperare la redditività devono attuare “le ristrutturazioni necessarie, promuovendo le possibili aggregazioni; il consolidamento dei segnali di ripresa e le favorevoli prospettive economiche rappresentano un’opportunità da cogliere rapidamente”.

Visco si è poi soffermato a parlare dei crediti deteriorati (Npl), dichiarando che le iniziative volte a favorire la riduzione del peso delle attività deteriorate “vanno nella giusta direzione”. Nei prossimi mesi le operazioni di cessione e di cartolarizzazione dei crediti deteriorati, “già in corso e quelle annunciate di recente da più banche forniranno un ulteriore impulso alla riduzione dello stock di crediti deteriorati, che, sempre al netto delle svalutazioni già in essere, scenderebbero al di sotto dell’8 per cento del totale dei prestiti nei primi mesi del 2018”.

Relativamente alla supervisione sulle banche, Visco ritiene che questa “riduce significativamente la probabilità che si verifichino crisi bancarie, ma non può annullarla”. “Gli accertamenti di vigilanza richiedono analisi accurate e complesse, in loco e a distanza; non possono fare ricorso ai poteri che la legge riserva all’autorità giudiziaria e alle forze di polizia”. “Nella gran parte dei casi di difficoltà dei singoli intermediari l’analisi dei dati disponibili, l’esame dei fattori di rischio, gli esposti vagliati, le indagini ispettive hanno permesso di preservare la sana e prudente gestione degli intermediari e di risolvere, con determinazione e con il necessario riserbo, situazioni di tensione”.

In ogni caso la Banca d’Italia non esiterà “a dare conto” del suo operato nell’attività di vigilanza bancaria. “La tutela del risparmio richiede stabilità monetaria e stabilità finanziaria; le decisioni e gli interventi di banca centrale e di vigilanza le perseguono con determinazione; sui comportamenti delle singole banche la supervisione è ferma e intensa. Del nostro operato non esitiamo a dare conto alle istituzioni e al Paese”.

Per i risparmiatori, il numero uno della Banca d’Italia ricorda che “ogni forma di investimento è rischiosa. Alcuni strumenti godono di una protezione di tipo assicurativo per ragioni di interesse pubblico: è questo il caso dei depositi bancari al di sotto dei 100mila euro”. “Una tale tutela ha la funzione di proteggere il risparmio nella sua forma più semplice e immediata, contribuendo così a preservare la stabilità finanziaria, prevenendo episodi di corse agli sportelli e minimizzando il rischio di contagio tra le banche. La tutela delle altre forme di risparmio si basa su strumenti diversi ma non potrà mai annullare completamente il rischio di perdite”.
“Vanno assicurati un’informazione corretta e trasparente e un assetto regolamentare adeguato al cambiamento. Vanno intensificati i programmi di educazione finanziaria, va rafforzata la consapevolezza che nessun investimento può dirsi davvero sicuro”.

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