Giornata Risparmio, Guzzetti: “Inopportuno inasprire trattamento deteriorati”

(Teleborsa) – “La ripresa italiana non è solo il frutto di favorevoli circostanze esterne”, ha dichiarato il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, nel suo intervento in occasione della 93a Giornata Mondiale del Risparmio. “In questi anni difficili il nostro Paese ha finalmente aggredito alcune storiche criticità. La prima è quella della giustizia civile. Il secondo esempio è la riforma del diritto fallimentare entrata in vigore in questi giorni. Il terzo ha come oggetto i pagamenti della pubblica amministrazione”. 

“Per cogliere appieno le possibilità di questa fase è necessario che, senza aprire varchi al lassismo nel campo della finanza pubblica o abbandonare la linea delle riforme di struttura, il rigore di Bruxelles lasci spazio a contestuali scelte di sostegno della domanda aggregata”.

Sul risparmio, Guzzetti ha dichiarato che “da alcuni trimestri il tasso di risparmio delle famiglie sta manifestando segnali di recupero”. Nel 2016 hanno risparmiato il 10,59% del reddito disponibile, tornando oltre la soglia delle due cifre. Secondo l’Istat il flusso lordo del risparmio è ampiamente al di sopra dei 100 miliardi di euro l’anno. 
Si tratta di un “andamento che ha tentato di fornire un rimedio alle evidenti carenze del nostro sistema di welfare sociale. Purtroppo, si è trattato di una compensazione solo parziale, come testimonia l’aumento e l’allargamento delle realtà di povertà e di disagio sociale nel nostro Paese”.

“Le fondazioni di origine bancaria sono in campo da tempo per attenuare l’impatto della povertà sulle famiglie, con i loro numerosi progetti di welfare. E’ significativo che nel 2016 al welfare, che raccoglie i settori di assistenza sociale, salute pubblica e volontariato, siano stati destinati 293 milioni di euro, pari al 28,5% delle erogazioni”. “A queste risorse vanno sommati i 120 milioni specificatamente indirizzati al fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, generando così un ammontare complessivo di erogazioni per il welfare di 413 milioni”, ha precisato il numero uno dell’Acri.

Sulla Vigilanza bancaria in capo alla BCE, il numero uno delle fondazioni ha giudicato “inopportuna l’ipotesi di inasprire ulteriormente il trattamento contabile dei prestiti deteriorati”, aggiungendo che “a tre anni dall’introduzione della Vigilanza accentrata occorrerebbe un esame approfondito dell’esperienza sinora compiuta, innanzitutto per porre rimedio alle impostazioni difficilmente condivisibili e per dare corpo anche in questo campo al principio di sussidiarietà. Lo esige una efficace tutela del risparmio e un migliore sostegno, con la leva del credito, a famiglie e imprese. Si impone, poi, un deciso miglioramento della comunicazione istituzionale”. “I recenti indirizzi della Vigilanza unica contenuti nell’Addendum alle disposizioni sulla gestione dei crediti in questione fondano la dismissione su un discutibile automatismo”. “In più, si trascura l’impatto che la loro applicazione potrebbe avere, concentrando le azioni sul patrimonio, nelle quantità di prestiti erogabili. Sono indirizzi, questi, che obbediscono a una ‘filosofia’ dei controlli che presenta molti punti assai discutibili, basata com’è sull’assoluta predominanza dell’attenzione al patrimonio e su di un’incessante emanazione di norme”, ha sottolineato Guzzetti.

“Dopo la negativa esperienza, anche sul piano informativo, dell’introduzione del burden sharing e del bail-in questa volta non è consentito sbagliare sul piano della comunicazione e del coinvolgimento dei risparmiatori”. “Nel campo della finanza e degli investimenti pochi sono gli italiani che comprendono fino in fondo quello di cui si sta parlando. Quindi per la tutela del risparmio e della sua valorizzazione è fondamentale anche un miglior livello di alfabetizzazione finanziaria”.

Infine Guzzetti si è voluto congratulare con il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, “per la sua riconferma al vertice di Banca d’Italia, riconferma che abbiamo atteso con partecipazione. A lui i miei migliori auguri di buon lavoro per il sessennio che inizia domani”. “Questa nomina è avvenuta con polemiche di cui non avevamo certamente necessità. Ora c’è bisogno di una decantazione delle tensioni nei rapporti tra organi costituzionali e istituzioni per una proficua collaborazione, nella distinzione e nell’autonomia dei ruoli, a tutti i livelli, nell’interesse del Paese, del sistema finanziario e, non da ultimo, per la tutela del risparmio”, ha concluso Guzzetti.

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