Giornata Mondiale Risparmio, Visco: “Economia ferma. Pesa rallentamento Germania”

(Teleborsa) – L’economia italiana è ferma e frenata dal calo dell’industria e dal rallentamento della Germania. E’ questo il quadro disegnato dal Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, nel suo discorso alla 95^ Giornata Mondiale del Risparmio dove afferma “se protratta, la contrazione del’economia tedesca non potrà non estendersi ad altri paesi“.

“Nelle indagini condotte dalla Banca d’Italia tra settembre e ottobre – ha spiegato Visco – le imprese hanno espresso giudizi sulla situazione economica e sulla domanda per i propri prodotti meno sfavorevoli rispetto all’inizio dell’anno. Il rafforzamento dei piani di investimento potrebbe in parte riflettere la reintroduzione di incentivi fiscali nello scorso aprile; non ha riguardato le aziende che vendono in Germania, le cui intenzioni di spesa si sono ulteriormente ridimensionate”.

In questo quadro, l’Italia deve “avviare con decisione” il necessario processo di cambiamento, “in attesa che maturi la consapevolezza della necessità di intervenire a livello europeo” in modo coordinato.

Visco fa fatto un cenno anche al calo dello Spread a 130 punti, che definisce “un’opportunità da non disperdere” per l’economia italiana. Le condizioni finanziarie più favorevoli – ha spiegato – attenuano gli effetti restrittivi provenienti dal contesto globale, consentendo di ridurre l’onere medio del debito e conseguentemente “lo sforzo necessario a ottenere un avanzo primario sufficiente a garantire l’equilibrio dei conti pubblici”.

Sui nuovi dazi annunciati dagli USA, il Governatore ritiene che “riguardano una quota limitata delle esportazioni italiane verso gli Stati Uniti, ma i loro effetti potrebbero essere non trascurabili“.

Un cenno anche all’ultima riunione della BCE che – conferma Visco – ha ravvisato l’esigenza di intervenite all’unanimità, pur con “vedute diverse” riguardo le singole misure attuate. “Anche se vi e’ incertezza sugli effetti di alcuni di esse – ha aggiunto – non vi sono motivi per dubitare della loro efficacia complessiva”.

Il numero uno dell’Istituto centrale ha poi citato la possibilità di sostenere gli stimoli offerti dalla BCE con politiche di bilancio, laddove lo consentano i conti pubblici, e con riforme strutturali.

Non si sbilancia sulla Manovra messa a punto dal Governo, affermando che “è necessario selezionare le misure da realizzare, per mantenere il difficile equilibrio tra il risanamento dei conti pubblici e il sostegno alla crescita”.

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