Giornata Mondiale Oceani, fonte di vita e futuro

(Teleborsa) – “Abbiamo una strategia integrata per il mare” che è qualcosa di “un’importanza trasversale fondamentale”. Così il Ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani su Rai play in una trasmissione dedicata alla Giornata mondiale degli oceani.
“Innanzitutto rappresenta il termosifone del Pianeta – osserva – copre il 70% della superficie ed è il primo scambiatore di calore”; per esempio “i cicli meteorologici dipendono dalla temperatura del mare”. “Variare la temperatura del mare – dice riferendosi ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale – ha un primo importantissimo effetto sulla variazione del clima globale dovuto al fatto che il mare si riscalda. Questo genera altri problemi, il riscaldamento genera lo scioglimento dei ghiacci, e questo innalza il livello dei mari, con grandi pericoli sulle coste; soprattutto l’Italia potrebbe soffrire dell’innalzamento dei mari in maniera sostanziale”.

Ma il mare è anche “una riserva di biodiversità enorme ed è anche una riserva alimentare: c’è più di un terzo della popolazione terrestre che ha una dieta a base di pesce; rappresenta comunque una sorgente di cibo enorme”. “Oggi abbiamo da affrontare problemi come l’inquinamento dei mari, che avviene soprattutto attraverso il trasporto dei fiumi, ci sono correnti nei mari che generano delle vere proprie isole di plastica”, che poi a contatto sotto i colpi dei raggi solari e il contatto con il mare si sbriciolano e vanno a finire sul fondo, ed entrano nella catena alimentare anche dell’uomo. “Il mare insomma non è una cosa a sé – conclude Cingolani – è forse il grande crocevia di tutte le problematiche che riguardano l’ambiente e il nostro uso scriteriato dell’ambiente. Parlare di oceani in questo momento è parlare di futuro. Dobbiamo essere molto attenti a quello che facciamo”

“Non ci possiamo permettere il lusso di seguire norme troppo arzigogolate. E’ una sfida nella sfida. A volte ho la sensazione che sia più facile combattere l’ineluttabilità della natura, con le sue emergenze, che l’ineluttabilità delle norme che in fondo le facciamo noi”. Così Cingolani parla della burocrazia, e dell’urgenza di azioni “indifferibili” nella lotta ai cambiamenti climatici: “Lo Stato deve fare un grande lavoro di ottimizzazione”.

A livello nazionale la prima cosa da fare è avere la percezione che non abbiamo più tempo – osserva Cingolani parlando degli effetti dei cambiamenti climatici sul mare – l’urgenza a questo punto è diventata capitale. L’innalzamento dei mari che oggi è intorno ai 19 centimetri rispetto al secolo scorso è tale a questo ritmo di riscaldamento e di scioglimento dei ghiacci che veramente rischiamo che i bambini che oggi sono alle scuole elementari quando avranno l’età mia, intorno ai 60 anni, si troveranno probabilmente a dover vivere lontano dalle coste perché le coste odierne non ci saranno più”.

“La burocrazia deve capire, e in generale lo Stato, deve fare un grande lavoro di ottimizzazione – rileva il ministro – è ovvio che per un’azione immediata, rapida, urgente, indifferibile che è per esempio quella di pulire il greto di un fiume non si possono aspettare mesi e sette firme. E questo vale per tantissimi aspetti della transizione ecologica, in cui non c’è più tempo da perdere”. Mentre “a livello internazionale c’è un’ulteriore complicazione: la grande diseguaglianza. Mettere d’accordo 8 miliardi di persone è una sfida gigantesca. Questo è un problema globale. Per questo esiste la Cop26, il G20, e tutte le organizzazioni internazionali. Ma anche qui io temo che non ci sia più tempo da perdere: bisogna fare un po’ meno di diplomazia e un po’ più di fatti reali”.

“In questi giorni” ci sono “riunioni costanti, una dietro l’altra sul decreto Fer 2, abbiamo già la bozza che a questo punto stiamo chiudendo e fra un po’ sarà resa disponibile” e si sta “riaggiornando” il Pniec, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, con i “nuovi parametri” europei “e siccome non abbiamo molto tempo era necessario far uscire il PNRR dicendo: contestualmente questo Pnrr lo stiamo agganciando alla revisione del Pniec e questo anche entro l’estate”.

Lo ha detto il Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, davanti alle commissioni Ambiente e Attività produttive, sulle modalità di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Sulla “impossibilità di fare le rinnovabili? Lo dicono le aste e le capacità installate, la questione burocratica è fondamentale, va detto chiaramente: nel momento in cui è stato fatto un decreto con tante proposte di semplificazione queste proposte sono state attaccate duramente” ma “non si può volere tutto a costo zero. Le cose hanno un costo. Secondo me è importante vigilare che le cose vengano fatte in modo assennato”, ha sottolineato.

“Per quanto riguarda il piano rifiuti e i decreti End of waste confermo che si sta lavorando. Non voglio dare una data perchè l’ultimo aggiornamento sarà giovedì ma secondo me queste cose entro l’estate sono tutte fatte, perchè ne abbiamo un urgentissimo bisogno per l’operazione che sta iniziando sull’economia circolare che ricordo sul PNRR fra agro ed economia circolare sono 5 miliardi e quindi dobbiamo avere le idee abbastanza chiare”.

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