Giornata di passione per le borse europee. Il “Dieselgate” fa paura

Giornata da incubo per i mercati finanziari del Vecchio Continente preoccupati per gli sviluppi del “Dieselgate”, che oltre a Volkswagen sembra abbia colpito anche la casa d’auto BMW. Si teme che lo scandalo possa allargarsi a macchia d’olio, penalizzando l’intero comparto auto e contribuendo assieme al rallentamento della Cina a frenare l’economia mondiale.

C’è attesa per il discorso del numero uno della Fed, Janet Yellen (23:00 ora italiana), per avere qualche indicazione in più sul timing del rialzo del costo del denaro, che secondo molti operatori potrebbe essere ad ottobre o dicembre.

Intanto prosegue la visita del Papa in America: oggi per la prima volta un Pontefice ha parlato al Congresso USA chiedendo ai politici l’abolizione della pena di morte.

L’Euro / Dollaro USA sale a quota 1,127 mentre l’oro segna un guadagno del 2,20%. Il Petrolio (Light Sweet Crude Oil) archivia la giornata con guadagno frazionale dello 0,52%.

Invariato lo Spread, che si posiziona a 115 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si posiziona all’1,73%.

Tra gli indici di Eurolandia, tonfo di Francoforte, che mostra una caduta dell’1,93%, soffre Londra, che evidenzia una perdita dell’1,14% mentre Parigi registra un importante calo del 2,01%.

Sessione da dimenticare per la Borsa italiana, con il FTSE MIB che sta lasciando sul terreno il 2,11%; profondo rosso per il FTSE Italia All-Share, che retrocede a 22.226 punti, in netto calo del 2,00%. In discesa il FTSE Italia Mid Cap (-1,28%), come il FTSE Italia Star (-1,6%).

Forte nervosismo e perdite generalizzate a Milano su tutti i settori, senza esclusione alcuna. Nel listino, i settori Automotive (-4,86%), Materie prime (-4,17%) e Media (-3,67%) sono stati tra i più venduti. Nel comparto auto crolla BMW -5,15% mentre resta a galla Volkswagen.

Maglia rosa tra i titoli del FTSE MIB Banca Mps che ottiene un +4,59% forte della notizia, arrivata ieri a mercati chiusi, dell’accordo transattivo con Nomura per il derivato Alexandria.

Le più forti vendite, invece, si sono manifestate su Fiat Chrysler Automobiles, che ha terminato le contrattazioni con un -7,33% sul tonfo del comparto per l’allargarsi dello scandalo Volkswagen.

Affonda Buzzi Unicem, con un ribasso del 5,81%, colpita da prese di profitto, dopo i recenti rialzi innescati da vari giudizi positivi di alcuni broker.

Crolla Cnh Industrial, con una flessione del 5,46%.

Vendite a piene mani su Exor, che soffre un decremento del 4,81%.

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