Giornata contro lo spreco di cibo: Italia virtuosa, in USA si “spreca” molto di più

(Teleborsa) – Si celebra oggi 29 settembre, per il secondo anno consecutivo, la Giornata Mondiale di Consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari – International Day of Awareness for Food losses and wast – promossa nel 2019 dalla Repubblica di San Marino e Andorra all’Assemblea Generale delle dalle Nazioni Unite.

La celebrazione si questa giornata, sotto l’egida della FAO, intende sensibilizzare le persone e le istituzioni di tutto il mondo sul problema dello spreco di alimenti, che rappresenta una delle sfide per lo sviluppo di un’economia circolare e sostenibile in tutto il Pianeta e deve rappresentare una delle priorità dei governi in tutto il mondo.

Si stima che ogni anno vengano gettati 1,6 miliardi di tonnellate di cibo, pari a circa un terzo di tutto il cibo prodotto e destinato alla consumazione umana, con importanti ricadute in termini economici ed ambientali. A livello globale, circa il 14% del cibo prodotto viene perso nella fase fra il raccolto e la vendita al dettaglio, mentre si stima che il 17% della produzione alimentare globale totale vada sprecata (11% dalle famiglie, 5% dalla ristorazione, 2% dalla vendita al dettaglio).

E’ stato presentato in occasione di questa giornata l’Osservatorio “Waste Watcher International”, promosso da Ipsos e Università di Bologna, sugli sprechi alimentari delle otto economie del G8: Stati Uniti, Cina, Regno Unito, Canada, Italia, Russia, Germania e Spagna. Dal rapporto emerge che gli italiani sono quelli che sprecano meno cibo con poco più di mezzo chilo a settimana di cibo gettato nella spazzatura. I più “spreconi” sono gli statunitensi con quasi 1 chilo e mezzo di cibo gettano nel secchio a settimana, tallonati dai cinesi e canadesi che ne gettano nella spazzatura poco più di 1,1 chilogrammi. Anche i tedeschi gettano almeno 1 Kg di cibo a settimana, mentre sotto questa soglia si collocano inglesi e spagnoli.

Il vicedirettore aggiunto della FAO, Maurizio Martina, ha ricordato che l’obiettivo è dimezzare gli sprechi entro il 2030. Per la Vice Ministra degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Marina Sereni “è essenziale promuovere una vera educazione alla cultura del cibo che metta in luce i devastanti effetti economici e morali della sua perdita e del suo spreco” e promuovere “una concertazione ‘multi-stakeholder’ tra le istituzioni, il mondo accademico, scientifico e culturale, la società civile e le organizzazioni internazionali”.

Il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, ha sottolineato che “l’agricoltura partecipa e sarà fattore trainante delle soluzioni agli squilibri, tra paesi e dentro ogni singolo paese”.

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