Giocattoli in crisi, chiudono i negozi si espande l’e-commerce

Le grandi aziende come Lego e Mattel in crisi, Toys "R" US chiude i negozi. Cambiano i gusti dei bambini e si acquista di più online

Dovremo dire addio a bambole e costruzioni? Il mondo dei giocattoli sta cambiando, a rendere questa tendenza sempre più evidente, potrebbe bastare la durissima crisi che sta attraversando Toys “R” Us, il colosso americano dei giocattoli che sembra essere pronto a chiudere tutti i suoi negozi negli Stati Uniti. Una crisi iniziata già da settembre, quando è entrato in amministrazione controllata.

Ma facciamo un passo indietro, perché a essere in crisi, prima di tutto, sono le aziende che producono i giocattoli. E a dirlo sono proprio i numeri registrati tra alcuni dei nomi più noti del settore. Lego ha riportato i peggiori risultati finanziari in 13 anni, registrando un calo delle vendite pari all’8 per cento e profitti in discesa del 17 per cento.

Ma Lego è in buona compagnia, nella cattiva sorte anche Mattel che ha registrato una perdita del 27 per cento nel corso del trimestre che si è chiuso a settembre. A pesare anche un poderoso calo della vendita delle Barbie scesa del 6 per cento. Si aggiunge alla “lista nera” anche Fisher-Price con un calo delle vendite di circa il 12 per cento.

Numeri in forte calo, probabilmente, anche per un cambiamento del mercato. Ai giochi tradizionali sempre più bambini, infatti prediligono smart toys elettronici come tablet, giocattoli intelligenti, videogiochi. Alcuni di questi, tra l’altro, sono anche indirizzati a un pubblico giovanissimo. Una tendenza che fa storcere un po’ il naso a molti esperti. I giochi tradizionali sono visti come la strada per trasformare i bambini in adulti di successo, stimolati dal punto di vista intellettuale  e, quindi, soddisfatti.

Però i produttori tradizionali devono stare al passo con i cambiamenti della domanda e del mercato. Nasce così, ad esempio, Lego Life il primo social network per bambini, o Nexo Knights videogioco interattivo i cui risultati si sbloccano con la scansione dei mattoncini Lego.

Se da una parte le aziende produttrici di giocattoli sono in crisi per un cambio di gusti e aspettative da parte del mercato, dall’altro l’e-commerce (Amazon in primis) hanno modificato le abitudini delle famiglie. Così per acquistare i giocattoli ci si affida sempre di più al click online e sempre meno al rivenditore fisico.

Giocattoli in crisi, chiudono i negozi si espande l’e-commerce