Giappone verso la fine del pacifismo tra dubbi e proteste

E ormai questione di giorni la fine del pacifismo in Giappone.

E’ iniziato l’iter finale delle norme, volute dal Premier Shinzo Abe, che modificheranno buona parte dell’attuale legislazione in materia di difesa.

Il Parlamento ha infatti tutti i numeri per approvare le contestate misure, anche se il via libera potrebbe subire ritardi in scia all’ostruzionismo dei partiti all’opposizione.

Come noto, al termine della Seconda Guerra Mondiale il Giappone decise di smantellare strutture e cariche militari rinunciando alla guerra, all’uso della forza per risolvere dispute internazionali e ai potenziali di forze terrestri, aeree o navali, come recita l’articolo 9 della Costituzione del 1947.

Nel 1954 fu costituito un corpo di autodifesa con l’unico scopo di difendere il territorio nazionale da attacchi o invasioni esterni.

Il pacchetto di misure in via di approvazione, uno dei punti salienti dell’agenda politica di Abe in scia alle recenti tensioni geopolitiche (test missilistici della Corea del Nord, dispute territoriali con la Cina, terrorismo in Medio Oriente) farà cadere molte restrizioni quali il divieto di inviare truppe armate all’estero e di difendere un alleato sotto attacco.

La legge è stata accolta con gran favore dagli Stati Uniti ma non dalla Cina e dai tanti giapponesi pacifisti che temono un escalation delle tensioni.

Giappone verso la fine del pacifismo tra dubbi e proteste