Gianfranco Battisti (AD di FS Italiane), il “Ferroviere” con un pallino in testa: “migliorare il trasporto dei pendolari”

(Teleborsa) – Un “Ferroviere” con un’esperienza ventennale ed un obiettivo in testa: lavorare sul servizio ai pendolari e migliorarne la qualità della vita. E’ questo il ritratto di Gianfranco Battisti, nominato Amministratore delegato del Gruppo FS Italiane a fine luglio, assieme a Gianluigi Vittorio Castelli per la carica di Presidente

Due storie, un’unico destino: arrivare ai vertici del gruppo controllato dallo Stato facendo esperienza al suo interno. Un esempio di “valorizzazione delle risorse interne”, spiega Battisti, che vanta una grandissima e lunga esperienza nell’Alta Velocità.

E’ quanto emerge da un’intervista pubblicata sul numero di settembre de La Freccia, il mensile distribuito in questi giorni sull’Alta Velocità e nelle principali stazioni italiane. 

A proposito del Frecciarossa parla di “un’esperienza entusiasmante” che è stata vinta per aver “messo al centro il cliente”. Ma ora la sfida si gioca sui pendolari e sulla capacità di dare risposte alle loro esigenze, migliorando la qualità della vita di chi viaggia tutti i giorni in treno per motivi di studio o lavoro ed anche di chi viaggia per svago. 

Il modello che ha funzionato sui servizi ad Alta velocità verrà dunque traslato sul trasporto regionale, che coinvolge 451 milioni di passeggeri l’anno, pari all’86% dei clienti complessivi di Trenitalia, con particolare attenzione alle tematiche di sicurezza, qualità ed efficienza del servizio. 

E poi torna sul capitale umano, che crea valore per il gruppo e per i clienti, affermando: “Se le nostre donne e i nostri uomini, ingegneri, designer, esperti di marketing, i colleghi ferrovieri tutti, hanno dato vita in pochi anni a un prodotto e a un brand che ha conquistato notorietà e stima in tutta Europa e anche oltre, significa che il know-how e le potenzialità non ci mancano“, afferma il manager.

Poi c’è la sfida nel settore della logistica e nel trasporto merci su rotaia, un mercato che in Europa vale 960 miliardi e in Italia è notevolmente parcellizzato con 150 mila imprese che vi operano. “Dobbiamo crescere, in dimensioni, in profittabilità e in capacità di collaborare con il trasporto su gomma”, afferma il numero uno di FS Italiane, aggiungendo che l’obiettivo è “investire in centri modali integrandoci di più con porti e interporti”.

E di investimenti si parla anche per il Sud, in particolare in Sicilia, sulla Napoli-Bari e sulla direttrice tirrenica verso la Calabria.

Intermodalità e sviluppo digitale restano le due leve strategiche: il digitale perché consente di migliorare il servizio e la cura del cliente, oltre che garantire l’efficienza dei sistemi informativi, con ricadute positive sull’ottimizzazione dei cisti e dei processi industriali; l’intermodalità consente invece di rendere il trasporto su ferro più “attrattivo” grazie alla strategia door-to-door, coprendo primo ed ultimo miglio. In questa direzione anche l’offerta Busitalia che consente di coprire le località dove il treno non arriva.

Sui mercati esteri FS Italiane è già presente, ma Battisti ricorda che “l’arena competitiva sarà l’Europa”, dove si punta a “consolidare la leadership”, mentre sui mercati extra UE si lavora sviluppando partnership ed esportando le migliori best practice del gruppo ferroviario.

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