Ghosn: non avevo alternative alla fuga, accusato di crimini non commessi

(Teleborsa) – “Rischiavo di restare in Giappone a vita ostaggio di un sistema giudiziario che ha il 99,4% di condanne. Al posto mio chi non sarebbe scappato?”. Lo ha affermato l’ex numero uno di Nissan-Renault, Carlos Ghosn, in un’intervista a Repubblica da quando 14 mesi fa è stato arrestano in Giappone.

Ghosn vive in Libano dopo la fuga da Tokyo lo scorso 29 dicembre. “I procuratori giapponesi, parte della dirigenza della Nissan e del governo – ha detto – hanno complottato contro di me. Mi hanno fatto un’imboscata, mi hanno colto di sorpresa. Con la fuga li ho colti di sorpresa io: non ho attaccato, ho contrattaccato”.

“Quando il mio mandato è stato rinnovato, all’inizio del 2018 – spiegato Ghosn – alcuni colleghi giapponesi hanno avuto paura che
tramite me lo Stato francese volesse prendere il controllo di Nissan. Hanno pensato che volessi una fusione, mentre io lavoravo
per rendere l’alleanza irreversibile, ma senza fusione”.

L’ex amministratore delegato del gruppo automobilistico ha poi ammesso di avere “molti rimpianti tra gli altri quello di non
aver accettato l`offerta di Obama di guidare la General Motors”. E guardando al proprio futuro ha riferito che le priorità sono: “Difendermi dalle accuse e ricostruire la mia reputazione”.

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